L'immagine computerizzata della rotatoria all'altezza della Curva dei Regressi sulla Tiburtina

Traforo, promesse elettorali e pareri negativi: a Tivoli da venti anni si ripete la stessa musica. Già spesi circa un milione di euro per concretizzare il nulla.

di Antonio Picarazzi

...E il traforar m'è dolce in questo mar 

"Si, è vero. La Soprintendenza ha dato un parere negativo che dice che lì dove dovrebbe iniziare la galleria, che è una cava dismessa, è un'area di pregio dal punto di vista ambientale...Noi riteniamo di no...Noi riteniamo che dal punto di vista ambientale sia migliorativo togliere tutto il traffico all'interno della Città di Tivoli e continuare quest'opera che è di un'importanza strategica non solo per Tivoli, ma per tutta la Valle dell'Aniene, dell'Empolitana e di chi percorre la Tiburtina...perchè la galleria inizia alla curva dei regressi ma termina alla stazione ferroviaria di Tivoli centro, cioè sulla Tiburtina, fuori di Tivoli e quindi devia tutto il traffico e ha uno step sul piazzale del Cimitero con un parcheggio di 350 posti auto...la prima cosa che farò se sarò eletto parlamentare ...farò un'interrogazione al Ministro per capire veramente quali sono le motivazioni. Noi vogliamo continuare a realizzare questi interventi strategici per i nostri territori..." (Marco Vincenzi, candidato PD, 10 settembre 2022).

La verità 

I pareri negativi sull'opera proposta dalla Città Metropolitana di Roma nel 2014 alla Regione Lazio per avviare il procedimento di VIA sono ben tre, quindi non c'è solo quello della Soprintendenza peraltro ovviamente obbligatorio e vincolante. ACEA ATO 2 e la stessa Città Metropolitana di Roma, Dipartimento VI-Pianificazione Territoriale Generale, hanno opposto, per le competenze di riferimento, altrettanti pareri negativi.

Tali pareri sono stati indirizzati alla Regione Lazio, Direzione Politiche Ambientali e Ciclo dei rifiuti, Area VIA, nel periodo compreso tra il mese di settembre e quello di novembre del 2020.

Abbiamo anche la simpatica situazione di un Dipartimento della Città Metropolitana di Roma, presentatrice del progetto, che si oppone allo stesso evidenziado un palese corto circuito istituzionale che la politica non è riuscita preventivamente a risolvere. Forse perchè chi ha gestito quella politica non aveva alcuna intenzione di risolverlo, anche per incompetenza specifica?

La Soprintendenza non si è limitata a sostenere la semplice difesa del pregio ambientale di quell'area alla quale ha fatto riferimento Marco Vincenzi. Il Parere Negativo del MIBACT è ampio, circostanziato e del tutto razionale. Quel parere mette in luce le incongruenze profonde dell'intero progetto e ne individua chiaramente le carenze sotto il profilo legislativo, normativo e pratico. In alcuni passaggi lo sbertuccia addirittura con ironico e pacato linguaggio burocratico che, tuttavia, non rinuncia alla sostanza tecnica e normativa delle proprie ragioni, che sono del tutto evidenti.

La Soprintendenza all'inizio chiede alla Regione Lazio  di valutare l'improcedibilità dell'atto, poi entra nel merito sia dal punto di vista archeologico e successivamente paesaggistico. 

Ne citiamo alcuni passaggi:

"Notevolissimo è l'impatto sulla nuova viabilità di collegamento sulla preesistente area archeologica...l'area delle suddette grandi ville residenziali (Bruto, Cassio, Pisoni e Capitone) fu sottoposta a vincolo archeologico con D.M. del 31.12.1954 ex Art. 21 della L. 1089/39 (oggi Art. 45 D.Lgs 42/04)...tale vincolo non è nemmeno stato citato nella relazione archeologica allegata al progetto in esame...snaturerebbe irreversibilmente il contenuto paesaggistico-archeologico unitario finora conservato...si rileva...un impatto diretto con prevedibilio effetti distruttivi...della rotatoria con i resti della c. d. Villa di Capitone che si estendono ... sotto la carreggiata dell'attuale Via Tiburtina...in Largo Saragat la galleria finisce in un'area ad altissimo rischio archelogico...l'aperura della galleria e il tratto stradale in uscita avrebbero forte possibilità di intercettare in primo luogo il tracciato sotterraneo degli acquedotti...duole constatare come gli aspetti paesaggistici siano stati notevolmente trascurati da parte dei proponenti, pur in presenza...di innumerevoli provvedimenti di tutela ministeriale e da beni diffusi di cui all'Art. 142, D.Lgs 42/04. Non è stato nemmeno possibile rintracciare la relazione paesaggistica obbligatoria per legge...la progettata galleria DEVASTEREBBE paesaggisticamente l'attuale vista del verdeggiante costone di Monte Ripoli...in contrasto con le prescrizioni, ignorate finanche nella Relazione archeologica, del vincolo ministeriale archeologico del 31.12.1995 il cui dettato...non è suscettibile di deroghe...il tratto stradale... proseguirebbe...in Largo Saragat...(e) prosegue, scavalcando il Fiume Aniene con un ponte di notevoli dimensioni e con opere accessorie...che paiono in contrasto con le norme urbanistiche e paesaggistiche vigenti...Si può considerare il progetto proposto non conforme...alle normative paesaggistiche vigenti nonché al disposto del D.M. del 31.12.1954 ex L. 108/398 ed in contrasto con i criteri di compatibilità paesaggistica delle aree sottoposte a tutela che le norme vigenti intendono preservare, pertanto questa Soprintendenza esprime PARERE NEGATIVO ... Si invita l'Ente proponente a promuovere un Tavolo tecnico che veda la partecipazione di tutti gli organi interessati...Il piano tecnico dovrebbe avere lo scopo di individuare un piano di viabilità, aggiornato alle moderne teorie della conservazione ambientale e paesaggistica, realmente migliorativo della circolazione veicolare insistente sul territorio del Comune di Tivoli...che favorisca...una migliore e agevole fruizione delle immense ricchezze storico-culturali e ambientali che questa possiede, nonché un miglioramento della vita dei cittadini tiburtini."

Non sembra proprio, quindi, che la Soprintendenza releghi alla pura difesa del pregio ambientale dell'area dell'ex cava i confini del proprio parere. Forse Marco Vincenzi non lo ha letto?

Poi c'è l'ACEA: "...(Si rileva) la mancanza, all'interno della documentazione trasmessa, di elaborati di dettaglio con l'individuazione di tutte le interferenze lungo l'intero tracciato con le infrastrutture e Rete gestire, nonchè l'analisi per la risoluzione delle stesse ...in particolare (in base alle ferifiche dirette di ACEA) è emersa l'interferenza del vostro progetto con l'esistente condotta DNI400 e con gli impianti di progetto riconducibili al sistema del novo acquedotto marcio...pertanto, si rilascia PARERE NON FAVOREVOLE al progetto stradale in oggetto."

Infine la Città Metropolitana che risponde a se stessa: "...premesso che l'intervento in argomento non risula conforme alle previsioni da PRG vigente del Comune di Tivoli...si riporta ...uno stralcio del parere reso da questo Ente...(il) 06/12/2019, "...In particolare per il nuovo asse-traforo del Monte Ripoli, in contrasto con le previsioni del PTPG, vista la natura dell'opera e delle aree interessate, si ravvisa la necessità di valutare oltre alla sostenibilità ambientale dell'intervento, anche l'effettiva necessità dell'infrastruttura alla luce dello studio della mobilità sopra citata in relazione ad un'analisi costi/benefici e al numero reale degli utenti.Si evidenzia come il traforo di M. Ripoli ed il relativo percorso stradale di raccordo presentino notevoli criticità rispetto al sistema ambientale, interessando un ambito caratterizzato da elevata qualità paesaggistica...".

E' chiaro che la politica sia stata scavalcata dai tecnici e che chi ha voluto rappresentare quella politica lo ha fatto semplicemente perchè, della politica, ha una strana e improbabile concezione. In sede tecnica sono stati dati non solo pareri negativi, ma anche indicazioni di lavoro che avrebbero dovuto preliminarmente essere parte sostanziale della scelta proposta con criteri ed approcci del tutto inadeguati. 

Senza analisi delle esigenze, dei costi e dei benefici non si realizza nemmeno un casotto per il ricovero degli attrezzi da giardino, figuriamoci se si possono affrontare costi che, allo stato attuale, sembrano stimati intorno ai 50/60 milioni di euro. Soprattutto, appare vieppiù necessaria un'analisi accurata della mobilità sul territorio tiburtino per capirne i flussi e trovare, sulla base delle risultanze oggettive dell'analisi operativa, le soluzioni strategiche. Invece, come al solito, presi dalla "voglia di fare" senza riuscire a costruire nulla, si è agito sulla base di input secondari, basati sulla semplice percezione e senza avere le competenze necessarie per entrare veramente nel merito delle questioni. Solo così queste ultime si risolvono e solo così si evita lo sperpero del denaro pubblico. Fino ad ora tutta questa storia del Traforo sembra sia costata ai contribuenti circa un milione di euro tra oneri di progettazione e altri passaggi necessari per avviare l'intera procedura. Sono passati venti anni, gli Enti interessati hanno bocciato su tutta la linea l'intero assetto della proposta e ancora si sfrutta questo vecchio arnese della più becera propaganda per raccogliere qualche decina di voti.

Prima si avvierà il Tavolo tecnico proposto dagli stessi organi che hanno impallinato il progetto del traforo e prima si riuscirà a dare risposte concrete alle comunità interessate.

E poi, questione di merito e di processo nel percorso di analisi che solo potrà suggerire le soluzioni, è necessario capire in quale visione di Città quelle stesse soluzioni si verranno a collocare.

Tivoli ha bisogno di soluzioni realizzabili non di chiacchiere elettorali, soprattutto Tivoli ha bisogno della competenza necessaria per giungere ad individuare con coerenza e razionalità quelle stesse soluzioni.

Fino ad ora abbiamo capito che l'ipotesi del cosiddetto Traforo è contraria alle leggi e che distruggerà una vasta area, tutelata, sotto il profilo ambientale, archeologico e paesaggistico. Insomma, questa soluzione, incoerente e illegittima sotto il profilo normativo, avrebbe un impatto sul territorio peggiore di quello sommato dalle iniziative congiunte di  Nathan, Polo Logistico e Biodigestore.

Il Partito Democratico propone questa roba, ciascuno di noi può valutare e agire di conseguenza, anche a livello elettorale.

L'intera area interessata dal progetto bocciato dalla Soprintendenza, dall'Acea e dalla Città Metropolitana