Il problema non è la costituzione di un Fondo Immobiliare ad Apporto Pubblico, ma capire se serve a qualcosa

Proietti, nella vicenda Fondo Immobiliare, ha dimostrato di non avere le idee chiare e di avere una Maggioranza che mostra evidenti crepe (di Antonio Picarazzi)

La costituzione di un Fondo Immobiliare ad Apporto Pubblico ha interessato i lavori del Consiglio Comunale di Tivoli nelle sedute del 10 e del 23 maggio 2022.

E' importante capire che nella vicenda specifica non può pesare negativamente il possibile ricorso allo strumento finanziario innovativo del Fondo Immobiliare ai fini della valorizzazione del Patrimonio Immobiliare dell'Ente.

L'approccio, quindi, non può essere di tipo "allarmistico", perchè tale strumento è regolamentato dalla legge ed è indicato tra i possibili veicoli per giungere ad una migliore redditività di un pezzo della "ricchezza" dell'Ente Locale altrimenti destinata a produrre semplicemente costi e degrado, quando non puntualmente sostenuta da capacità finanziarie certe e sufficienti.

Del resto, la situazione economico-finanziaria in cui versano molti Comuni Italiani, e tra questi quello di Tivoli, suggerisce caldamente di uscire dal circuito vizioso innescato da diffuse debolezze strutturali di tipo finanziario e dalla necessità di garantire, in ogni caso, servizi sufficienti e investimenti di lungo respiro, oltre alle necessarie incombenze imposte dalle manutenzioni correnti.

Nella discussione che si è svolta in Consiglio Comunale ho colto molta approssimazione e sicuramente un po' di populismo un tanto al chilo, oppure il timore generato dall'ignoranza e dall'incompetenza specifica.

Sia chiaro, il Consigliere Comunale non è un tuttologo e non necessariamente deve essere competente sull'intera gamma degli atti amministrativi e delle scelte conseguenti ad essi.

Il problema però è duplice:

da una parte la Giunta Comunale, nel momento in cui presenta un atto così profondamente innovativo e specifico, deve riuscire a trasferire informazioni chiare e trasparenti in un quadro di assoluta limpidezza e comprensibilità; dall'altra il Consigliere Comunale deve riuscire a capire che tutto ciò che non è perimetrato all'interno della sua (a volte scarsa) conoscenza non è necessariamente una macchinazione diabolica.

Ciò che non conosciamo può solo generare curiosità e mai timori o paure immotivate.

Nell'Aula di Palazzo San Bernardino entrambe i presupposti sono saltati e si è assistito a divagazioni fuori tema e spesso non collegate tra loro. In molti Consiglieri ciò ha anche causato indifferenza, perchè in verità l'ignoranza specifica porta anche a estraniarsi dal contesto e dai suoi contenuti, preferendo ricorrere all'istituto della delega, peraltro nemmeno ben motivata. La massima espressione dell'indifferenza , dono dell'ignoranza, è il silenzio e infatti nella discussione Consigliare del 23 maggio nelle orecchie dei pochi che hanno avuto il coraggio e la santa pazienza di seguire la diretta streaming del dibattito, è rimbombato il silenzio della stragrande maggioranza dei Consiglieri, soprattutto di quelli che appartengono alla coalizione Proietti.

Vorrei evitare di applicare a tali ripetuti e insistenti silenzi la matrice delle analisi psicologiche o sociologiche, certo è che tali analisi non possono essere politiche. Direi che in Consiglio Comunale a Tivoli si è generato un perdurante ricorso alle tecniche del benchmarking; i più, cioè, si limitano a  confrontarsi con il vicino che a sua volta copia i comportamenti di quello seduto al proprio fianco innescando una catena di comparazione al ribasso incapace di produrre valore e alimentare la conoscenza. Il silenzio nasce dallo sgomento e dal vuoto che procedure non semplici innestano all'interno di un soggetto collettivo che si regge proprio sul fagocitamento della conoscenza e sull'esaltazione dell'ignoranza. E' questa la fotografia della Maggioranza Proiettiana? Fino ad ora i comportamnti e le scelte palesate sembrano confermare una tale valutazione.

Nè, però, quanto sostenuto da una parte dell'Opposizione in quella sede  sembra definire una demarcazione netta sulle reciproche conoscenze. Mi ha colpito soprattutto l'intervento di una Consigliera di Opposizione  che, non scendendo nello specifico della proposta (anche qui per specifica ignoranza e per scarsa abitudine allo studio utilizzato almeno per colmare le insufficienze di base) ha stabilito un paragone pindarico tra lo strumento del Fondo Immobiliare e quello da lei definito dei "derivati".

Io penso che il silenzio sia una virtù quando ci impedisce di affermare pubblicamente delle sciocchezze. Orbene, una Signora che non sa cosa siano i cosiddetti "derivati", nemmeno nella loro versione tiburtina, e non conosce lo strumento Fondo Immobiliare penso debba, per decoro proprio e per rispetto nei confronti di chi la sta ascoltando, almeno avere la decenza di tacere e di lasciare ad altri, qualora ve ne fossero, la competenza di dibattere di questioni così complesse.

Il solo Giovanni Mantovani ha, con competenza, ribattutto alle tesi della maggioranza proiettiana evidenziando le profonde ed evidenti lacune dell'atto connesso con quella specifica scelta nel contesto tiburtino. Nè sono risultate idonee e risolutive le farraginose spiegazioni che in Aula il Dirigente dei Servizi Finanziari ha voluto graziosamente illustrare per tentare di rispondere alle incalzanti domande e preoccupazioni, certo prodotte in parte anche dal timore legato alla non conoscenza, di quanti, dall'Opposizione, hanno tentato di smontare la fragile manovra proposta dalla Giunta Comunale sul tema Alienazioni e Valorizzazioni del Patrimonio Comunale.

Anzi, ad un certo punto il Dirigente, piccato, ha ritenuto utile e doveroso abbandonare l'Aula.

Il Partito Democratico, ormai sparito dai radar dell'Opposizione perchè asserragliato nel complesso gioco di potere susseguente all'accordo metropolitano sottoscritto direttamente con Proietti e un pezzo, quello di destra, della sua maggioranza, ha palesato evidenti carenze dello specifico cognitivo evitando di pronunciarsi nel merito dell'atto e richiamando il Sindaco ad una biblica riconciliazione unitaria, chiedendo il semplice ritiro della proposta per poter produrre successivamente, nel merito, una soluzione ampiamente condivisa (senza specificare da chi dovrebbe essere condivisa).

Questa nostra analisi parte dal presupposto che lo strumento del Fondo Immobiliare ad Apporto Pubblico, per quanto previsto dalla Legge, sia incongruo e inutile nel contesto tiburtino, soprattutto per l'esiguità dei volumi finanziari apportati al Fondo e per la debolezza dell'impianto di analisi preliminare indispensabile per definire una strategia unitaria e sistemica in tema di valorizzazione del Patrimonio Immobiliare dell'Ente.

C'è qualcuno che affronta tale dimensione con un approccio eminentemente "finanziario", ammesso che l'arte della finanza possa apportare un qualsiasi giovamento in un contesto all'interno del quale sono palesi le debolezze causate da analisi frettolose e poco inclini alla comprensione del fenomeno nella sua descrizione più marcatamente tecnica e basica.

L' accostamento a tali problematiche, in un ambito politico-amministrativo, non può che partire dalla tipologia dell'Ente e dalle sue particolarità. Non a caso la norma indica la possibilità di conferire al Fondo Immobiliare ad Apporto Pubblico i cosiddetti "Beni non strumentali alle finalità" del promotore che, in quanto soggetto pubblico di prima istanza, non può certamente bypassare questa sua natura privilegiando tecnicismi finanziari che ne limitano il ruolo, la funzione e la proiezione strategica.

La Finanza è solo uno strumento e non rappresenta la matrice del ragionamento perchè , così facendo, ridurremmo il compito dell'Ente Locale, che nella sua costituency sussume l'apporto attivo della Comunità di riferimento che si costituisce come corpo vitale delle scelte e definisce il proprio posizionamento in un ambito complessivamente diverso e più precipuamente politico, in un semplice contenitore di convenienze di tipo economico.

Chi governa in favore della POLIS non può dimenticare la concretezza di ciò che rappresenta in termini di Visione Strategica da cui discendono le scelte; è questa la Politica, cioè  la città, la comunità di cittadini, per cui la politica presuppone il governo della POLIS attraverso la partecipazione di tutti gli abitanti.

Quindi non è la Finanza che ci indica le soluzioni, ma la Politica che trova nello strumento finanziario, ovviamente regolamentato, una possibile soluzione nella misura in cui esso è incastonato all'interno di una strategia di ampio respiro in cui a prevalere sia esclusivamente l'interesse pubblico e non segmenti parziali di tipo tecnico sostenuti dalla semplice emergenza.

E uno dei punti è proprio questo: Proietti, in otto anni di amministrazione e pressato dai problemi di bilancio causati dalle sue improvvide scelte, mai aveva pensato al Fondo Immobiliare ad Apporto Pubblico e non è un caso che si sia deciso a presentare questa soluzione sull'onda delle ben note emergenze di Bilancio; in questo modo ha trasformato un'opportunità concreta in una soluzione emergenziale che poco ha a che vedere con la Visione Strategica e che potrebbe divenire nel medio periodo un boomerang capace di cristallizzare, nella sua evidente debolezza tecnica e di prospettiva, le scelte delle future amministrazioni limitandone l'autonomia specifica e le necessarie scelte di governo.

Questo aspetto, tuttavia, sarà oggetto di una successiva analisi di tipo tecnico che avrebbe dovuto costituire la base della scelta proiettiana e che invece appare del tutto insufficiente e del tutto annacquata nella versione accademica dell'insigne ex tutto.

Quello che in questa prima fase ci interessa approfondire è l'illogicità politica e amministrativa del percorso documentale portato avanti da Proietti e dalla sua maggioranza. I documenti principali di un tale percorso sono sostanzialmente quattro:

1) Delibera di Giunta 52 del 9 marzo 2022

2) Delibera di Giunta 95 del 3 maggio 2022

3) Proposta di Delibera di Consiglio del 10 maggio 2022, poi spostata e aggiornata al 23 maggio del 2022

4) Emendamento di maggioranza alla stessa Proposta di Delibera Consigliare.

Nella Delibera di Giunta 52/22 Proietti indica le procedure operative e amministrative per costituire il Fondo individuato come Strumento necessario per procedere alla Valorizzazione di parte del Patrimonio Comunale. L' Allegato "A" alla Delibera è chiaro nella sua semplice sinteticità. L' Advisor viene incaricato di redigere lo studio preliminare di fattibilità e il Dirigente del Settore viene incaricato di avviare tutte le procedure  necessarie.

La Delibera di Giunta 95/22 dice grosso modo le stesse cose e approva lo stesso Allegato aggiungendovi l'alienazione dell'Area della Crocetta, dove attualmente ci sono 18 alloggi ultrapopolari.

La Proposta di Delibera Consigliare presentata a nome della Giunta dall'Assessore al Patrimonio, con i necessari pareri tecnici, senza tuttavia il parere positivo necessario del Collegio dei Revisori, nell'adunata consigliare del 10 maggioo 2022 ripropone pari pari i contenuti delle due precedenti Delibere di Giunta e presenta il medesimo allegato inerente il Piano delle Alienazioni e delle Valorizzazioni.

In quella seduta il Sindaco, davanti alla presenza di numerose pregiudiziali e, soprattutto, di un maxiemendamento depositato a nome di ben tre Consiglieri Comunali della sua Maggioranza, preferì divagare e rifugiarsi in fallo laterale, tattica in cui lui eccelle.  Sostenne, il buon Proietti, che preferiva aggiornare quel punto al fine di consentire a tutti i Consiglieri, quindi indistintamente, di acquisire gli elementi di conoscenza utili a comprendere un atto di tale complessità al fine di offrire trasparenza e partecipazione all'intero iter amministrativo.

Bene, la trasparenza utilizzata consentì a Proietti di ripresentare la stessa proposta di Delibera del 10 maggio nella nuova seduta Consigliare del 23 maggio. Evidentemente, Proietti ha una concezione tutta sua di Partecipazione, termine sempre tradotto in forzature tese a far passare il suo unico e inappellabile punto di vista.

Nel contempo l'originale maxiemendamento in quella sede venne presentato a nome della Maggioranza in quanto ai tre nominativi iniziali se ne aggiunse, in Aula, un quarto, quello del Presidente della Commissione Bilancio e Patrimonio, espressione della maggioranza anche se in Commissione è una minoranza.

Quel maxiemendamento è stato approvato ma ha stravolto completamente la proposta di Delibera presentata dalla Giunta Comunale in quanto ha cancellato i riferimenti operativi inerenti il Fondo Immobiliare inteso come unico strumento di valorizzazione, con l'obiettivo di ricomporre all'interno dell'Aula Consigliare i termini e le procerdure di valutazione dei singoli Piani di valorizzazione.

Trattasi di un'operazione borbonica all'interno della quale si celano i dissapori e le spaccature presenti all'interno della Maggioranza Proiettiana. 

Restano in piedi due delibere di giunta che avviano la procedura per la costituzioone del Fondo Immobiliare, nel frattempo il Consiglio Comunale approva una Delibera che ne contraddice di presupposti e i contenuti, in alcuni passaggi li cancella del tutto.

A nessuno degli astanti è venuto in mente che le due Delibere di Giunta sarebbero dovute essere revocate , almeno per evitare il doppio binario degli atti e riportare ad unità procedimentale l'intera documentazione. Oppure, a qualcuno è pure venuto in mente, ma l'esigenza di non rompere definitivamente i fragili equilibri di maggioranza ha determinato il ricorso a "convergenze parallele" mai destinate ad incontrarsi.

Insomma, un vero inciucio amatoriale messo in piedi semplicemente come artifizio organizzativo che con la Politica nulla ha a che fare. In ogni caso, proprio quel maxiemendamento ha anche sviscerato una ulteriore lettura politica, ammesso che i protagonisti riescano a comprenderla: la Maggioranza proiettiana, in Consiglio, ha votato un emendamento che ha stravolto completamente le decisioni originarie nello specifico assunte dalla Giunta. Con ciò si è segnata la sfiducia politica alla Giunta e al Sindaco in prima persona da parte proprio dei proiettiani. 

Se ne saranno accorti?

Ho i miei dubbi vista la pochezza politica che con un'aura di mediocrità circonda il corpo appesantito di questo strano e anonimo gruppo civico incapace di produrre politica.

Tutta la documentazione al seguente link :  https://www.la-notizia.it/452515212

To be continued...