Il Biodigestore al barco, il calcolo delle distanze rispetto ai punti sensibili

POLIS Tivoli e Ambiente Trasparente Onlus contro il Biodigestore in zona Barco, a Tivoli Terme

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Recentemente il Comune di Tivoli, con Nota Dirigenziale del 26 aprile 2021, ha dato il proprio parere positivo al Procedimento di Impatto Ambientale relativo alla costruzione e installazione in località Barco ( Tivoli Terme ) di un Biodigestore con capacità lavorativa di 38.000 tonnellate di RIFIUTO Differenziato.

Tale impianto verrebbe ubicato all’interno della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) IT6030033 “Travertini Acque Albule (Bagni di Tivoli)”, nella Piana dei Travertini del Comune di Tivoli, in cui sono conservati eccezionali valori naturalistici (oltre che storici e archeologici.

La ZSC è stata istituita per la presenza di 4 diversi habitat prioritari oggetto di tutela dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, ed è entrata a far parte della rete europea di aree protette “Natura 2000”.

Chiediamo agli enti in indirizzo che si impegnino ad evitare ulteriori danni ad un complesso ambientale unico e di grande valore, riconosciuto a livello europeo dall’inclusione nella rete Natura 2000, e promuovano iniziative per garantire la necessaria tutela e un’adeguata divulgazione e valorizzazione.

Di seguito vengono riportati i quattro habitat individuati in base ai criteri contenuti nella Direttiva 92/43/CEE:

• 6110*: Formazioni erbose rupicole calcicole o basofile dell'Alysso-Sedion albi

• 6220*: Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea

• 7210*: Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae

• 7220*: Sorgenti pietrificanti con formazione di travertino (Cratoneurion)

L’asterisco che segue il codice numerico indica un habitat prioritario, ovvero di grande interesse per l’U.E. e per la conservazione delle specie e dell’habitat: tutti gli habitat presenti in questa ZSC sono di particolare rarità e interesse, e oggetto di tutela prioritaria

L’intera area consta di una notevole varietà di situazioni vegetazionali ed ecologicamente differenziate per diversi motivi, tra i quali il microclima e la natura fisica del terreno, che varia a seconda della sua età (Montelucci, 1947; Giardini, 2002; Guidi, 2007)

Oltre al vincolo legato alla presenza della ZSC, le zone all’interno dell’area protetta sono a tutti gli effetti aree boscate e ciò comporta automaticamente la presenza del vincolo paesaggistico

Nel 1992 entrò in vigore la Direttiva “Habitat” e nel 1995 l’Italia inviò all’Unione Europea l’elenco dei Siti di Importanza Comunitaria proposti (SICp), tra i quali figurava l’area dei Travertini Nel 2006 varie associazioni e comitati presentarono alla Regione Lazio la proposta di istituzione di ben quattro monumenti naturali nella Piana dei Travertini delle Acque Albule (Giardini et al., 2007).

Nel 2013 vide la luce uno studio floristico sul Montarozzo del Barco (sito all’interno della ZSC), che ne mise in evidenza la sua eccezionale ricchezza grazie al censimento di ben 268 taxa vegetali (Giardini, 2013); sempre nel 2006 fu redatto dalla Provincia di Roma il Piano di gestione dell’area, curato dalla dott.ssa Anna Guidi.

Nel 2020 la gestione dell’area protetta passa all’Ente Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili (Giunta Regionale della Regione Lazio – 4/672 [n.p. 14065], 23 settembre 2020; Bollettino ufficiale della Regione Lazio – n.123, 8 ottobre 2020).

Quello che occorre in realtà è un restauro del sito attraverso una corretta bonifica.

Tale bonifica è, d’altra parte, anche imposta dalla Direttiva “Habitat” (art.3), che prevede il ripristino degli habitat in caso di alterazioni.

Ed è soltanto questo ciò che andrebbe fatto nell’area Stacchini, un’attenta bonifica, che dovrebbe essere svolta con grande cura allo scopo di evitare ulteriori danni alla vegetazione originaria.

In un’area di tale interesse non è possibile pensare di autorizzare un impianto industriale di qualsiasi tipo, tantomeno un impianto di digestione anaerobica come quello dei “F.lli Pacifici S.p.A.” che si vuole stabilire nella zona del Barco, tanto più che l’area di cui trattasi ha una grande sensibilità geologica (è una delle tre zone individuate dalla Regione Lazio come “aree a rischio sinkhole” [Ciotoli et al., 2015]), tanto più a poche centinaia di metri dai nuclei abitativi insediati nella zona, come dimostrato dalla tabella allegata.

Da non sottovalutare inoltre i rischi insiti in un tale impianto, amplificati dalla vicinanza ai centri abitati, e l'incremento di polveri sottili e inquinamenti atmosferici per traffico indotto da quel tipo di attività.

Pertanto, si chiede al Comune di Tivoli di rivedere il Parere già espresso e di avviare un serio ed articolato PIANO DI RECUPERO E SVILUPPO DELL’INTERA AREA nel pieno e costruttivo rapporto con l’Ente Gestore, evitando specifici e ulteriori sviluppi impiantistici anche rivedendo le indicazioni del Piano Regolatore Generale, ormai obsoleto e superato dai successivi interventi di vincolo e tutela imposti dalle Istanze sovraordinate.

Per firmare la Petizione :  https://chng.it/RsXtypbw

ASSOCIAZIONE AMBIENTE TRASPARENTE ONLUS POLIS TIVOLI