Terme e Verità, anche un po' scomode ( di Antonio Picarazzi )

S i torna a parlare delle Terme  e lo si fa usando toni altisonanti.

Dissesto, Corte dei Conti, Illegittimità.

In realtà la situazione appare assai più complicata e, nel contempo, persino più semplice.

Questo assunto potrebbe apparire una contraddizione, in realtà non lo è.

La questione delle Terme a Tivoli è una semplice e complicata aporia immersa nei marosi della politichetta locale.

Inutile ripercorrere i fasti di una vicenda ormai nota, ripartiamo invece dalla fine che si preannuncia come un possibile inizio di una nuova fase :

Sentenza di primo grado non esecutiva che condanna il Comune di Tivoli al riacquisto delle azioni del Socio Privato al prezzo di € 7.840.000,00 più interessi.

E' quest'ultimo concetto che crea i maggiori imbarazzi, infatti in sentenza è scritto " interessi legali ".

Il Socio privato , con nota del giorno 11 giugno 2021, ha comunicato al Comune di Tivoli di volersi avvalere della sentenza citata reclamando il pagamento della quota capitale più i relativi interessi, calcolati in due distinti modi:

1) Art. 2 D.lgs 231/2001 (  € 5.445.000,00 ), per un totale complessivo di                              € 13.285.000,00;

2) Art. 1284, Comma 4 C.C. ( dal 19 novembre 2015 ) e interessi legali dal 2012 al 2015, per un totale di €  11.615.000,00.

Applicando il puro tasso legale avremmo invece un costo per interessi pari a € 452.000,00 ed un totale complessivo pari a € 8.292.000,00.

La differenza tra la seconda ipotesi e le richieste del Socio privato è notevole e varia da € 4.959.000,00 e € 3.289.000,00.

Non è affatto lana caprina.

Infatti il Comune potrebbe chiudere la vicenda acquisendo un mutuo e spesando con risorse proprie il costo degli interessi.

Tuttavia per legge i finanziamenti possono coprire solo la parte capitale, quindi in caso di applicazione del tasso di interesse assecondando la richiesta del Socio Privato il Bilancio Comunale si troverebbe in assoluta difficoltà non potendo reperire tra le risorse proprie una cifra importante compresa tra 3,8 milioni e 5,5 milioni di euro.

Il punto vero è questo.

L' Amministrazione Proietti ha sollecitato l'invio di uno specifico parere al proprio consulente per le operazioni finanziarie complesse ( ?!? ) : ASP Finance.

L'Advisor ha risolto l'equazione facendo sapere al proprio committente che

" Non può trovare applicazione il quarto e il quinto comma dello stesso articolo ( 1284 cc, NdR ), introdotto con la novella del 2014, perché tale norma si applica solo nel caso in cui la domanda giudiziale sia un’azione di inadempimento e, nel caso di specie, sia la natura del soggetto convenuto che persegue fini pubblici e non privatistici; sia l’esito del giudizio che, avendo ridotto drasticamente le pretese della Fincres SpA, si è dimostrato l’unica via possibile per il Comune di Tivoli per evitare una danno grave ed irreparabile ai cittadini di Tivoli; sia la stessa natura della sentenza che è di accertamento e non di condanna, sono tutti elementi che impediscono che al caso di specie possa applicarsi il quarto comma dell’art. 1284 c.c.. In ciò confortati da due pronunce della cassazione ... Al caso di specie non può essere applicato neanche il D.L. n.1/2012, e il d.l 231/2001, come modificato e integrato dalla legge di conversione e dalle successive fonti legislative, perché detta norma si applica solo quando il contratto ha ad oggetto la vendita di beni o servizi, nel caso di specie le azioni non rappresentano un bene ma una immobilizzazione immateriale ... Per quanto esposto, si ribadisce, al caso di specie non potrà che essere applicato il saggio di interesse determinato secondo l’art. 1284 co.1 del c.c. e, pertanto, al prezzo di trasferimento delle quote pari ad € 7.840.000,00 andranno aggiunti gli interessi legali al saggio di interesse indicato tempo per tempo dal Ministero del Tesoro, senza capitalizzazione annuale a decorrere dal 16 novembre 2012 e sino al 30 settembre 2021 (data di notifica della sentenza de quo), per un totale di € 452.084,47 e così per un totale da versare pari ad euro 8.292.084,47 ".

E' in ogni caso vero che, anche in questo caso, la somma totale cambia in relazione al tempo di conclusione della transazione.

Abbiamo approfondito proprio questo aspetto e ne abbiamo ricavato l'impressione che abbia ragione l'Advisor.

Come chiarito dalla giurisprudenza: “Il saggio d'interesse previsto dall'art. 1284, comma 4, c.c. si applica esclusivamente in caso di inadempimento di obbligazioni di fonte contrattuale, dal momento che, qualora tali obbligazioni derivino, invece, da fatto illecito o dalla legge, non è ipotizzabile nemmeno in astratto un accordo delle parti nella determinazione del saggio, accordo la cui mancanza costituisce presupposto indefettibile di operatività della disposizione” (Cassazione civile, sez. II, 07/11/2018, n. 28409).

Attesa la ratio della norma, volta a scongiurare mere strategie defatigatorie, questa viene applicata in caso di inadempimento di obbligazioni di pagamento ove le parti non abbiano determinato espressamente il saggio di interesse. Nel caso in esame, invece, siamo in presenza di una sentenza costitutiva che ha determinato essa stessa un elemento essenziale dell’obbligazione (ossia il prezzo di acquisto).

Pertanto, non solo non veniva concordato un saggio di interesse, ma di fatto veniva demandato a terzi la determinazione del prezzo, la cui contestazione non può essere considerata una mera strategia defatigatoria posta in essere dal Comune, che anzi ha visto accertare, in giudizio, la manifesta erroneità del prezzo come determinato in precedenza ( Confronta sentenza precedente del Collegio di Arbitrato ). Inoltre, è appena il caso di osservare che la misura degli interessi previsti dalla sentenza (unico titolo oggi esistente) è quella legale, dalla data del 16/11/2012 fino all’effettivo soddisfo (cfr. pag. 20, punto 2 della sentenza).

A noi sembra che questo passaggio possa mettere una pietra tombale su tale questione.

Poichè noi non tifiamo per le ragioni del Socio Privato, ma per la tutela bel Bene Pubblico e, quindi, del Bilancio Comunale, riteniamo che una  tale interpretazione della norma possa rasserenare gli animi e consentire di concentrarsi più sulle soluzioni che sui problemi.

In realtà , con tale impostazione, il Bilancio dell'Ente non rischia il dissesto.

E' sufficiente attivare un finanziamento di € 7.840.000,00 presso CDP e coprire gli interessi legali con risorse proprie per trovare gli equilibri finanziari necessari a salvaguardare il Bilancio.

A questo punto il problema vero non è più il paventato dissesto ( molti ne parlano ma nessuno o quasi sembra conoscere il contenuto vero di tale concetto ), ma il futuro dell'Azienda e della Città.

Il Comune tornerebbe ad avere il 100% delle azioni societarie e quindi, si troverebbe a gestire la società in un periodo di acuta crisi del settore e con la scadenza della Concessione ormai prossima ( 2031 ).

La gestione pubblica dello Stabilimento termale causò solo debiti e clientele, tanto che l'operazione di privatizzazione parziale del 2000 venne perfezionata per ovviare all'ennesima crisi societaria e alla richiesta di fallimento avanzata da un fornitore .

In più occorre ricordare che proprio le vicende termali portarono alla condanna da parte della Corte dei Conti di ben tre Sindaci per " culpa in vigilando "

Questa non è strategicamente la soluzione ottimale.

L' Advisor, nel corpo del parere già citato, consiglia il Comune di Tivoli ad affrontare la questione nel seguente modo : 

" risponda formalmente alla diffida stragiudiziale della Fincres SpA dichiarandosi disponibile ad acquistare le quote, secondo le modalità che saranno definite dall’Ente con propri atti;

- faccia rilevare che i conteggi indicati da Fincres SpA sono errati perché gli interessi vanno calcolati al saggio di interesse legale determinato anno per anno dal Ministero del Tesoro e, comunque, secondo il prospetto di calcolo degli interessi sopra riportato;

- con proprio atto deliberativo di Consiglio Comunale, riconosca il debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194 comma 1 Lettera a) D. Lgs. 267/2000 e individui le modalità di pagamento che potranno essere definite tramite ricorso a un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti o tramite scissione parziale asimmetrica per l’importo riconosciuto con sentenza definitiva n.10035/2021, comprensivo di interessi legali. "

Dalle informazioni in nostro possesso possiamo affermare che il Comune di Tivoli ha agito seguendo i consigli del proprio consulente.

Ha cioè inviato al Socio Privato una lettera con invito ad adempiere alla nota sentenza del Tribunale di Roma invocando l'applicazione dell'Art. 1284 CC, comma 1 ( non quindi il Comma 4 come richiesto a suo tempo dallo stesso Socio Privato ) per un totale di € 8.292.000,00.

Nel fare ciò il Comune di Tivoli ha concesso 10 giorni per adempiere all'obbligazione, offrendo in alternativa la compensazione della summezionata somma tramite accordo di Scissione Asimmetrica della Società sulla base degli accordi che potranno essere stipulati dalle parti.

Il Socio Privato ha risposto contestando il metodo di calcolo degli interessi e riproponendo il proprio.

Ha invitato il Comune di Tivoli a versare la somma annunciata riservandosi di acquisirla come acconto del dovuto e di chiedere la differenza in sede giudiziale.

In tale risposta non si fa cenno all'ipotesi di Scissione Asimmetrica ovviamente.

La ragione è molto semplice ed è rappresentata dal valore base preso in considerazione dal Comune di Tivoli per avviare le soluzioni connesse con la scissione stessa.

Ora i 10 giorni sono trascorsi e il Socio Privato ha risposto, il Comune di Tivoli verserà quanto promesso, salvo difendersi nella nuova causa promessa dal Socio Privato?

Ormai a noi sembra che non possa farne a meno sulla base delle informazioni acquisite e degli atti consultati.

E' una matassa che si ingarbuglia sempre più.

Tanto più che l'Advisor, come ricordato, ha invitato il Comune di Tivoli a riconoscere il debito fuori bilancio così come definito dai calcoli e dalle somme a suo tempo comunicate.

Il Comune non ha ancora provveduto alla bisogna.

Qualora non provvedesse non potrebbe sfuggire alla costituzione di un apposito Fondo Rischi dopo la notifica della sentenza avvenuta a settembre del 2021.

In questo caso il Bilancio Comunale avrebbe problemi seri non potendo garantire con risorse proprie, vista la situazione in cui versa, alla copertura dell'operazione.

Si deve tener presente, tuttavia, che il Fondo non andrebbe costituito immediatamente nella sua totalità, ma che è possibile farlo con una certa progressione temporale sulla base anche del fatto che il Comune si è oppostro alla sentenza di primo grado ricorrendo in appello.

Ai sensi dell’All. 4/2, punto 5.2., lett. h) D. Lgs. n. 118/2011 il Comune avrebbe già dovuto accantonare, durante il contenzioso, fondi per affrontare un’eventuale soccombenza, ma non lo ha fatto.

Ora lo deve fare, a meno che non risolva subito la questione procedendo al riacquisto .

La scappatoia lasciata al Socio Privato della compensazione con scissione asimmetrica nell'ambito dei valori stabiliti dal Comune con la lettera richiamata sembra un rischio, ma non è il caso di analizzarlo compiutamente in questa sede.

Ricapitolando

Il Bilancio dell'Ente a mio parere non rischia il dissesto a causa della Sentenza Terme.

Rischia invero di aggravare una situazione finanziaria già pessima che, se non risolta nelle sue componenti strutturali ( gestione dei residui e degli Incassi relativi ai tributi locali ) , porterà a situazioni progressive di depauperamento generalizzato con un Bilancio irrigidito e prigioniero delle proprie difficoltà.

Tanto più se i prossimi esercizi comporteranno dei disavanzi il cui recupero sottrarrà risorse agli investimenti e ai servizi, aggravando una tendenza già palese.

Poi c'è l'aspetto strategico : La Società Acque Albule ha bisogno di essere inserita in un Piano di Sviluppo Locale all'interno del quale la risorsa termale, al pari di altre, rappresenta un valore aggiunto imprescindibile.

L'attuale Amministrazione non ha nel proprio DNA politico e amministrativo tale prerogativa, e questo per certi versi è peggio del dissesto economico finanziario.