Terme : la buttano in caciara perchè non hanno argomenti

Dura da capire ?

Eppur si muove, avrebbe sostenuto Galileo Galilei davanti al tribunale dell'Inquisizione al termine della sua abiura dell'eliocentrismo.

A Tivoli però nulla si muove e sulle Terme siamo ancora a carissimo amico.

GLI INIZI e la PRIVATIZZAZIONE

La Società Acque Albule venne fondata nel 1928 al fine di gestire il Parco Termale Tiburtino mentre la concessione delle Sorgenti fu decisa con Regio Decreto.Il Comune di Tivoli sub concesse lo sfruttamento delle sorgenti proprio alla Società Acque Albule con progressivi e successivi rinnovi.

La Società era a completa Partecipazione Pubblica e il suo CdA veniva nominato dal Consiglio Comunale sulla base delle spartizioni politiche.Tali gestioni pubbliche nel corso degli anni, soprattutto tra il 1990 e il 2000, produssero deficit e debiti consistenti.

All'inizio il Comune di Tivoli era proprietario degli Immobili e il canone concessorio conteneva sia il costo della locazione dello Stabilimento che quello riferito allo sfruttamento delle sorgenti.I disavanzi finanziari e economici ai quali si è fatto riferimento hanno costretto il Comune ad intervenire nel tempo, spesso utilizzando la forma del conferimento dei beni immobili, che componevano il complesso dello Stabilimento, alla Società.

Nel 1999 la Società presentò un Bilancio con un disavanzo finale enorme, nel 2000 venne depositata un'istanza di fallimento della Società da parte di un fornitore.Dinanzi alla prospettiva di chiudere la Società e di avviare un gorgo malevolo che avrebbe inghiottito anche il Comune, si decise per la privatizzazione parziale con Bando Europeo.

Occorre ricordare che l'Art. 2362 CC , prima della Riforma Societaria intervenuta nel 2003, prescriveva che l'unico azionista in caso d' insolvenza della società, per le obbligazioni sociali sorte nel periodo in cui le azioni risultavano essere appartenute ad una sola persona, dovesse rispondere illimitatamente.

Nel 2000 pervenne una sola risposta al bando e fu quella di Sirio Hotel SrL ( cioè di Terranova ).La base d'asta per l'acquisizione del 40% era stata fissata in Lire 4.800.000.000 su un Patrimonio societario pari a Lire 12.000.000.000.

La Sirio Hotel versò anche un sovrapprezzo pari a Lire 3.480.000.000 a fronte di un sovrapprezzo adeguato pari a Lire 1.697.000.000 così come valutato dal CTU nominato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli che nel 2006 si occupò della vicenda su sollecitazione di una serie di esposti presentati da un Cittadino Tiburtino.

La vicenda giudiziaria si concluse con la completa archiviazione del caso e con la certificazione che l'intera operazione di parziale privatizzazione della Società Termale era stata condotta nell'esclusivo interesse Pubblico.

Tornando alle cifre:

a) Sirio Hotel versò Lire 4.800.000.000 per acquisire il 40% delle quote;

b) Sirio Hotel versò Lire 3.480.000.00 di sovrapprezzo azioni a fronte di un valore reale di Lire 1.697.000.000.

Quindi Sirio Hotel versò Lire 1.349.000.000 in più del sovrapprezzo stimato dal CTU del Tribunale e complessivamente per acquisire il 40% del Capitale Sociale di una Società fallita versò Lire 8.280.000.000, su un valore delle quote pari a Lire 12.000.000.000 lasciando in ogni caso al Comune di Tivoli il 60% delle Azioni Societarie.

Tale operazione consentì la sopravvivenza di un asset Economico e Sociale importante per il territorio e scongiurò il dissesto del Bilancio comunale.Fu un affare per il Comune di Tivoli che Gallotti pensò bene di sprofondare nell'abisso con la Violazione dei Patti Parasociali avvenuta nel 2012 .

Oggi alcuni di coloro che avevano sostenuto Gallotti stanno sostenendo Proietti e i risultati sul fronte Terme sono i medesimi:

Pasticci, Confusione, Incompetenza e fortissimo rischio, ancora una volta, di far sprofondare la Società in una crisi buia insieme al Bilancio Comunale.

La situazione attuale

Dieci anni di causa, tre sentenze, un pronunciamento arbitrale, centinaia di migliaia di euro pubblici buttati per ottenere l'unico risultato ipotizzabile : la condanna del Comune al riacquisto delle azioni del Socio Privato per violazione dei Patti Parasociali.

All'immobilismo proiettiano fa da contraltare l'incalzare degli eventi e lo scorrere, quotidiano, dei costi legati agli interesi come da Santenza.

Trattasi di € 1.700,00 per diem.Ogni giorno 1.700 euro si accatastano a quelli già maturati, ma al Comune non riescono ancora a sciogliere il nodo se la sentenza debba essere interpretata con aggravio di puri interessi legali oppure di quelli moratori.

Noi propendiamo per la seconda ipotesi e lo facciamo sulla base della lettura dell'apposita disposizione (  DLGS 9 novembre 2012, n. 192,  D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla L. 24 marzo 2012, n. 27 e del D.L. 5 maggio 2015, n. 51 convertito con modificazioni dalla L. 2 luglio 2015, n. 91 ).

In base a tale norma il tasso da applicare alla sentenza è dell'8% dal 2014 al 2021e il calcolo degli interessi di conseguenza sfiora i 4 milioni di euro che si dovrebbero aggiungere alla quota capitale fissata dal Giudice in € 7.840.000,00.

La sentenza è conosciuta dal febbraio 2020, mentre la sua quantificazione finale è stata notificata al Comune di Tivoli a giugno del 2021.Il Socio privato, con apposita lettera protocollata il giorno 11 giugno 2021, ha chiesto al Comune, forte della sentenza, la corresponsione di € 13.285.000,00 oppure in subordine € 11.615.000,00 ( con applicazione delle norme citate con l'unica differenza definita dalla data di inizio dell'applicazione del tasso Commerciale all'8%. ) .

Il Comune non ha proceduto agli accantonamenti del caso nel corso degli anni ( obbligatori secondo le Sentenze della Corte dei Conti ), non ha riconosciuto il debito fuori bilancio dopo la notifica della sentenza, non ha trovato una soluzione idonea per risolvere la faccenda.

Sulla base delle informazioni date da Proietti al Consiglio Comunale si stanno valutando due strade:

1) Un prestito a 30 anni di CDP per la parte Capitale ( € 7.840.000,00 )

2) Un accordo diretto con il Socio privato sulla base dell'ipotesi di Scissione Asimmetrica.

Analizziamo i due scenari:

1) Prestito CDP

Per legge i finanziamenti possono essere erogati ai Comuni solo per effettuare investimenti.La fattispecie è configurata come Investimento, quindi nulla quaestio per ciò che concerne esclusivamente la parte capitale di € 7.840.000,00, tuttavia la quota Interessi dovrà essere coperta con risorse proprie che il Comune al momento non ha.

La legge dice che " le operazioni di indebitamento sono effettuate solo contestualmente all'adozione di piani di ammortamento di durata non superiore alla vita utile dell'investimento " ( Art. 10, comma 2, legge 243/12 )

Quindi se questa vita utile è di 5 anni non possono essere assunti finanziamenti con una durata di 20 anni.La Concessione dello sfruttamento delle sorgenti solfuree è stata riconosciuta al Comune di Tivoli fino al 2031, quindi scade tra 10 anni.

In questi termini la durata del finanziamento non può superare la durata della concessione. La sub concessione è scaduta nel 2020 ed è stata prorogata in forza dei decreti emergenziali scaturiti dall'emergenza covid.La scadenza della concessione al Comune di Tivoli scadrà, come detto, nel 2031 e dovrà essere non rinnovata ma addirittura ristipulata.

Tali condizioni temporali e di scenario sconsigliano di assumere finanziamenti con durata superiore al 2031 e di agganciare, eventualmente, il nuovo progetto Societario ad un ampliamento della Compagine agli altri Enti Pubblici del Territorio. 

2) La Scissione Asimmetrica

E' suffciente sapere che essa dovrebbe comportare una divisione del Patrimonio Societario tra i due contendenti, Il Comune di Tivoli e il Socio Privato.

Proietti nel 2017 portò in Aula ben 11 proposte diverse di Scissione, nessuna di esse andò in porto.

Dopo la Sentenza è pacifico ritenere che ora, dinanzi a questa prospettiva, il coltello dalla parte del manico lo abbia il Socio Privato e che qualsiasi soluzione in questa direzione definirà semplicemente la penalizzazione della parte pubblica.

Il Comune di Tivoli si è persino rivolto alla Corte dei Conti per avere una indicazione al riguardo.

La risposta fu tanto ovvia quanto stupida fu la domanda.

Davanti a quell'unica prospettiva non era possibile dare indicazioni di sorta perchè essa avrebbe dovuto confrontarsi con un arco di proposte di cui era necessario dimostrare la non percorribilità concreta, anche al fine di minimizzare o evitare danni erariali.

Inoltre fu proprio l'Avvocatura Comunale, al tempo, che si oppose all'operazione di Scissione inserendo l'obbligo, per l'Ente, di procedere a evidenza pubblica per l'assegnazione della gestione dello Stabilimento.

Operazioni di questo tipo hanno sempre generato dubbi in me perchè, sulla base dell'esperienza acquisita, il termine asimmetrico definisce la non proporzionalità della divisione e tale concetto è basato sui rapporti di convenienza, e quindi di forza, del momento.

In tutta questa storia è stato sempre il Comune di Tivoli a rappresentare la parte più debole per responsabilità di chi ( Gallotti ) lo ha sprofondato in questa crisi e di chi ( Proietti ) ha peggiorato la situazione con una gestione scriteriata dei passaggi successivi.

Inoltre, sotto il profilo tributario, la realizzazione di una scissione “non proporzionale” e/o “asimmetrica” può porre interrogativi in chiave di disciplina anti abuso di cui all’articolo 10-bis L. 212/2000.

E' complicata, quindi, sia sul profilo fiscale che su quello fattuale, soprattutto quando i rapporti tra le parti coinvolte sono molto conflittuali come nel caso di specie.

A complicare la situazione c'è la natura Pubblica di uno dei Soci e l'obbligo, a meno che non si riesca a dimostrare l'unicità dell'operazione, per lo stesso di sottoporre a procedure di evidenza pubblica le proprie scelte specifiche.

Chi l'ha proposta e chi ancora la insegue non ha tenuto conto di questi aspetti che, ancora adesso, ne impediscono la realizzazione.

Non è un problema di prima o dopo la sentenza.

E' una questione di più ampie complessità e difficoltà che all'inizio non sono state nemmeno contemplate palesando un grave errore di superficialità in chi l'ha proposta e in chi l'ha gestita senza ottenere risultati apprezzabili. 

Altre Proposte

C'è anche una proposta diversa, presentata dopo il fallimento dell'accordo basato sulla Scissione Asimmetrica.

Non importa chi l'ha avanzata, anche perchè il fine non è polemizzare ma cercare le ragioni che possono o non possono rendere appetibile questa ulteriore ipotesi.

In sostanza si tratterebbe di chiudere la contrapposizione con il Socio Privato e tentare di aprire la compagine societaria ad un terzo Partner che subentrebbe, sulla base di un nuovo Piano Industriale, acquistando parte delle azioni di proprietà del Comune di Tivoli.

Questo nuovo Partner dovrebbe essere un Fondo di Private Equity.

I fondi di private equity sono l’insieme di capitali da investire in società che rappresentano un’opportunità per un alto tasso di rendimento.

Hanno un orizzonte di investimento fisso , tipicamente compreso tra quattro e sette anni, momento in cui l’azienda di private equity spera di uscire proficuamente dall’investimento.

Le strategie di uscita includono IPO e vendita dell’attività a un’altra società di private equity o acquirente strategico.

Il punto è proprio questo.

La Società Terme Acque Albule rappresenta un'opportunità in termini di investimento ad alto tasso di rendimento?

Il rischio è di finanziarizzare gli obiettivi di crescita in netto contrasto con l'Interesse dell'Ente Pubblico che invece ha bisogno di gestire una leva economica per lo Sviluppo Territoriale.

Inoltre, il FPE interviene per consolidare l'investimento e rivendere ad altri la propria quota lucrando sui margini di cessione, che devono essere abbastanza alti.

Il FPE agisce conservando una autonoma via d'uscita ai fini del proprio lucro finanziario.

E questo si scontra sia con gli Interessi dell'Ente Pubblico che con quelli del Socio Privato, almeno dell'attuale.

La scadenza ravvicinata della concessione ( 2031 ) non aiuta nemmeno in questa prospettiva perchè accorcia sensibilmente i tempi dell'operazione e rappresenta un vincolo troppo evidente e limitativo per lo sviluppo di qualsiasi Piano Industriale.

La proposta non è convincente e appare di difficilissima realizzazione.

Una Soluzione Possibile

In qualche modo è necessario uscirne.

L' idea migliore potrebbe essere quella di un acquisto da parte del Comune delle azioni del Privato, così come deciso dal Tribunale, alle condizioni note.

I limiti sono conosciuti e ancorati alla cronica difficoltà del Bilancio Comunale sotto il profilo finanziario.

Acquisto e Cessione successiva dell'intero pacchetto azionario tramite procedura di evidenza pubblica.

Questa sarebbe la soluzione ideale, peccato che però anche qua pesi come un macigno la ravvicinata scadenza della Concessione che potrebbe non rendere interessante l'investimento .

L' alternativa, che noi gradiamo di più, è quella della cessione di parte delle azioni in mano al Comune di Tivoli ad altre Amministrazioni Pubbliche, in primis il Comune di Guidonia Montecelio, con versamento diretto del ricavato dalla cessione nelle casse societarie al fine di rafforzarne i profili patrimoniali e rendere possibile l'avvio di un nuovo Piano Industriale e degli Investimenti ad esso collegati.

In questo caso la scadenza della concessione non sarebbe più uno spauracchio ma potrebbe rappresentare persino un'opportunità.

La Regione Lazio nel 1990 ha legiferato in ordine al Parco Termale del territorio contiguo alle sorgenti solfuree.

Tale soluzione sarebbe in linea con quella impostazione e consentirebbe di definire strategicamente un Piano di Sviluppo Locale individuando nella Società Termale uno specifico contenitore unitario di micro sistema.

Ciò ovviamente presuppone di mettere fine al litigio con il Socio Privato per cercare nelle reciproche convenienze lo sprone necesario per trasformare l'attuale crisi in un'opportunità e un valore capaci di produrre i vantaggi unitari evidenziati.

Anche questa ipotetica soluzione ha un limite e un vincolo.

Per concretizzarsi ha bisogno di una Classe Dirigente all'altezza del compito e con un'Idea di Città e di Territorio in testa.

Tivoli attualmente è sprovvista di questa Classe Dirigente.