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CSS TIVOLI

Il richiamato rogito notarile del 29 gennaio 2020 acclara che i vecchi soci hanno proceduto alla cessione delle quote societarie a due acquirenti.

Come detto è rimasta invariata la Ragione Sociale ed è mutata semplicemente la Compagine Societaria.

I due acquirenti sono Patrizia Diodati ( Presidente Tivoli Calcio 1919 ) e Emiliano Tofani, indicato come nuovo Presidente della CSS Tivoli dalla Visura Camerale del 17 maggio 2021.

Emiliano Tofani è anche membro del Consiglio Direttivo della Tivoli Calcio 1919.

Tali informazioni sono state acquisite direttamente dal Comunicato Stampa della Tivoli Calcio 1919 del luglio 2021.

La Visura Camerale della CSS Tivoli, già richiamata, evidenzia che in data 30 giugno 2021 è stato depositato presso il Registro delle Imprese di Roma il progetto di fusione tra Tivoli Calcio 1919 e la stessa CSS Tivoli.

Il Comunicato Stampa di cui sopra ha ribadito questa scelta da parte delle due Società.

Pertanto, le Delibere di Giunta Comunale precedentemente menzionate, che sono state adottate nel mese di agosto del 2021, già contenevano l'informazione sulla fusione e sull'Organigramma della Tivoli Calcio 1919.

In questo contesto , quindi, si è determinata a nostro avviso una distorsione del concetto di libera concorrenza sul mercato attraverso la concessione degli unici due Impianti dedicati al Calcio allo stesso soggetto di fatto.

L’art. 80, comma 5, lett. m) D. Lgs. n. 50/2016 prevede l’esclusione di vari operatori economici, tra cui:

“ l'operatore economico che si trovi rispetto ad un altro partecipante alla medesima procedura di affidamento, in una situazione di controllo di cui all'articolo 2359 del codice civile o in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale ”.

Essendo a nostro parere la proroga avvenuta nel momento in cui le due società potevano effettivamente ricondursi ad un unico centro decisionale (vedasi l’art. 80 sopra citato) assume rilievo nel caso di specie l’art. 176, D. Lgs. n. 50/2016 secondo cui:

“ Fermo restando l’esercizio dei poteri di autotutela, la concessione può cessare, in particolare quando: a) il concessionario avrebbe dovuto essere escluso ai sensi dell'articolo 80 ”.

Inoltre, la proroga del 14 agosto 2021 appare in netto contrasto con quanto previsto dal Codice Appalti (D. Lgs. N. 50/2016) che prevede una disciplina molto stringente in materia di proroga:

“ La durata del contratto può essere modificata esclusivamente per i contratti in corso di esecuzione se è prevista nel bando e nei documenti di gara una opzione di proroga.

La proroga è limitata al tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure necessarie per l’individuazione di un nuovo contraente. In tal caso il contraente è tenuto all’esecuzione delle prestazioni previste nel contratto agli stessi prezzi, patti e condizioni o più favorevoli per la stazione appaltante ”.

(Art. 106, comma 11, D. Lgs. n. 50/2016).

Nel Bando originario tale opzione di proroga non c'era!

Si deve anche considerare che la durata di questa deve essere limitata allo svolgimento di nuova gara.

“ Per effetto dell’applicazione dei principi comunitari che considerano la proroga o il rinnovo di un contratto quale contratto nuovo soggiacente a regole competitive, è vietata la proroga tacita e la proroga può essere concessa, esclusivamente con provvedimento espresso, al fine di evitare l’interruzione delle attività in atto, per il solo tempo necessario a consentire l’espletamento della procedura di evidenza pubblica”. (Consiglio di Stato, sent. n. 2151/2011).

“ La proroga è un istituto volto ad assicurare che, nelle more dello svolgimento di una gara per il nuovo affidamento di un servizio, l'erogazione dello stesso non subisca soluzioni di continuità ... rappresenta un'ipotesi del tutto eccezionale, utilizzabile solo qualora non sia possibile attivare i necessari meccanismi concorrenziali”.

(Consiglio di Stato, sent. n. 274/2018).

L’emergenza sanitaria, a nostro avviso, può essere considerata come giustificazione di una proroga, ma solo al fine di consentire, appena possibile, l’indizione di una nuova gara.

Ogni abuso dell’istituto, a nostro parere, deve reputarsi illegittimo.

Nel caso del Ripoli le proroghe sono state addirittura tre e la prima, del 2019, addirittura in una situazione di pre covid.

Alla luce di quanto sopra esposto, sempre sulla base del nostro convincimento, gli elementi rilevanti sono la riconducibilità delle due società al medesimo centro di interessi (fatto noto al momento della proroga) e la disciplina in materia di proroga previsa dal D. Lgs. 50/2016 che nel caso in esame potrebbe essere stata violata laddove il bando originario non prevedesse la possibilità di proroga, o laddove l’amministrazione non si attivasse tempestivamente per indire una nuova gara (ben prima delle nuove scadenze previste per giugno 2022)

Infine, la legislazione emergenziale ha previsto norme in materia di proroga di concessioni solo per determinate categorie, e ovviamente in favore di queste ultime in quanto ritenute “soggetti deboli” o comunque meritevoli di tutela.

Il caso in esame non rientra in nessuna di queste categorie.

Tuttavia la pandemia può rappresentare “causa di forza maggiore” tale da consentire la proroga delle concessioni, ma si tratta di una circostanza che deve essere verificata in concreto, e non può essere strumentalizzata.

Infatti, anche dopo l’avvento della pandemia e delle norme emergenziali, la Corte dei Conti (delibera n. 124 del 08.10.2020) ha affermato che “La proroga del contratto è un istituto di carattere eccezionale, che non può essere utilizzato fuori dai casi e i limiti previsti dalle singole norme; in mancanza di una regola che legittimi l’applicazione generale di questo istituto, la preferenza deve essere per istituti che risultino compatibili con i principi a tutela della concorrenza”.

Le conclusioni per noi sono ovvie:

L' iter burocratico adottato nella fattispecie è zeppo di errori e di interpretazioni delle norme non aderenti, pertanto gli Atti che ne sono conseguiti sono viziati da illegittimità.

Questa è la nostra interpretazione dei fatti, restiamo in attesa di ricevere altre valutazioni capaci di smentirci a cui daremo medesima rilevanza.