FAI, LandMark Trust e AIRB&B : come si affitta ( ai ricchi ) il Patrimonio Artstico, Culturale e Architettonico Italiano

🔴 Questa è una storia italiana 🟡

Una di quelle storie che lasciano perplessi e anche un po' amareggiati.

In breve.

E' recente l'accordo tra FAI, LandMark Trust e airb&b per l'offerta di soggiorni, a tariffe salatissime, presso dimore di pregio del Patrimonio Artistico Italiano gestite sia dal FAI ( almeno 2 ) che, per altri siti, da LandMark Trust .

LandMark Trust è un ente di beneficenza britannico dedito alla conservazione degli edifici di interesse storico o considerati di grande valore architettonico.

I siti sono prevalentemente ubicati nel Regno Unito, ma il Trust ha anche immobili in Italia ( fra cui Casa Guidi, a Firenze, e Villa Saraceno, ad Agugliaro ), Belgio e Francia .

Gli edifici in possesso del Landmark Trust sono circa 200 e vengono concessi in affitto a prezzi stratosferici.

Il FAI è una fondazione senza scopo di lucro nata nel 1975, sul modello del National Trust, con il fine di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano.

Il FAI, per Statuto,agisce per la tutela, la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico e naturale italiano attraverso il restauro e l'apertura al pubblico dei beni storici, artistici o naturalistici ricevuti per donazione, ereditĂ  o comodato.

Nel 2002 lo Stato italiano ha dato in concessione al FAI il Parco Villa Gregoriana, a Tivoli, dopo averlo restaurato.

LandMark Trust ha anche in gestione il Convento di Sant'Antonio a Tivoli, composto di 12 stanze e locato alla modica cifra di circa 500 sterline a notte ( dipende dal periodo e dalle combinazioni, però a quanto ci risulta non meno di 200 sterline a notte ).

Il Convento di Sant'Antonio rientra tra i beni oggetto dell'accordo con AirB&B.

Da quello che abbiamo capito gli Immobili di pregio artistico, architettonico e culturale che rientrano in questo conteso commerciale sono :

Villa dei Vescovi, sui Colli Euganei ( FAI, € 215,00 a notte ); Abbazia di San Fruttuoso, Camogli ( FAI, Tre notti a Ottobre € 1.152,00 ); Casa Guidi a Firenze ( LMT, Tre notti a ottobre € 1.325,00 ); e, appunto, l’ex monastero di Sant’Antonio a Tivoli ( LMT, Tre notti a Ottobre € 1.600,00 ), costruito sui resti di un’antica villa romana e con vista su uno dei più noti Beni del FAI, Parco Villa Gregoriana.

" Per quanto riguarda le Esperienze proposte dal FAI su Airbnb, i viaggiatori potranno scoprire:

– Villa Necchi Campiglio, storica dimora milanese realizzata dall’architetto Piero Portaluppi negli anni Trenta ed emblema della modernità e dell’architettura italiane tra le due Guerre;

– il Negozio Olivetti in piazza San Marco a Venezia, progettato nel 1958 dall’architetto Carlo Scarpa su commissione di Adriano Olivetti;

– le Saline Conti Vecchi, un sito produttivo a pochi chilometri da Cagliari dove scoprire tutto sull’archeologia industriale del luogo e ammirare lo spettacolo naturale del sale che tinge di rosa il panorama;

– il Bosco di San Francesco, con un’escursione che parte dal centro di Assisi e arriva al Complesso Benedettino di Santa Croce, una degustazione di olio e marmellate e un’ulteriore camminata fino alla radura del “Terzo Paradiso”, l’opera di land art di Michelangelo Pistoletto;

– il Giardino della Kolymbethra, gioiello archeologico e agricolo nella Valle dei Templi di Agrigento, risalente a più di 2mila anni fa;

– il Castello di Avio, uno dei più antichi e suggestivi monumenti fortificati del Trentino, con mura merlate e torri, giardini rigogliosi e preziosi affreschi;

– i Giganti della Sila, un bosco ultracentenario in provincia di Cosenza con oltre 60 esemplari di pini larici e aceri montani piantati nel Seicento dai Baroni Mollo;

– l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, a 15 chilometri da Lecce, un tempo monastero di rito bizantino e poi masseria, è un pregevole esempio di architettura romanica pugliese con una doppia anima, religiosa e agricola.

Tutte queste esperienze fanno parte della categoria “Airbnb per il sociale”:

il 100% dell’importo corrisposto dagli ospiti viene devoluto direttamente al FAI senza costi di commissione.

Per maggiori informazioni sulla collaborazione tra Airbnb e FAI, e per prenotare le Case e Esperienze proposte dal Fondo per l’Ambiente Italiano, visita il sito www.airbnb.it/fai."

( dal sito https://news.airbnb.com/it/notti-da-sogno-ed-esperienze-per-sostenere-i-beni-del-fai/ ).

Nel 1988 il FAI è stato insignito della Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte «Per attività di mecenatismo culturale» .

Lo Statuto del FAI sostiene:

" Art. 2 Il FAI ha come scopo esclusivo l’educazione e l’istruzione della collettività alla difesa dell’ambiente e del patrimonio artistico e monumentale italiano.

Tale scopo viene perseguito attraverso lo svolgimento delle seguenti attivitĂ :

- tutela, promozione e valorizzazione di beni di interesse artistico, storico e del paesaggio; - tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente;

- promozione della cultura e dell’arte. In relazione a quanto sopra il FAI può altresì promuovere attività di studio, ricerca scientifica e documentazione.

In particolare il FAI può:

- intraprendere e promuovere ogni azione diretta alla tutela, conservazione e recupero dei beni di cui sopra e degli ambienti che con essi abbiano attinenza; ciò anche in accordo con altri enti con analoghe finalità;

- svolgere attivitĂ  di studio, promozione e intervento, sia direttamente sia organizzando o favorendo riunioni, convegni, seminari, sia concedendo sovvenzioni, premi e borse di studio;

- acquistare, sia a titolo oneroso che gratuito, prendere in locazione, usufrutto, concessione, uso, comodato e comunque gestire beni di interesse artistico storico, paesaggistico o ambientale.

Il FAI può perseguire i propri scopi anche attraverso ogni più opportuno accordo con altri enti o istituzioni, ed essere destinatario di beni di altre fondazioni con analoghe finalità, secondo le modalità previste dall’art. 31 del Codice Civile.

Il FAI non ha scopo di lucro.

art. 3 Esclusivamente per il raggiungimento degli scopi di cui all’art. 2 il FAI potrà:

- stipulare ogni più opportuno atto o contratto, tra cui, senza esclusione di altri, assunzione di mutui a breve, medio o lungo termine, nell’esclusivo interesse della Fondazione, sottoscrizione di atti di obbligo o di sottomissione per la concessione in uso di beni pubblici, stipula di speciali convenzioni di qualsiasi genere anche trascrivibili sui Pubblici Registri con enti pubblici o privati;

- amministrare e gestire i beni di cui sia proprietario o dei quali abbia comunque la disponibilitĂ  o la gestione a qualunque titolo, anche per concessione amministrativa, in modo da conservare, eventualmente ripristinare le loro caratteristiche artistiche e storiche;

- contribuire ai progetti di tutela e valorizzazione di beni di altri soggetti, anche promuovendo specifiche intese;

- favorire, anche mediante sovvenzioni, lo sviluppo di istituzioni, associazioni ed enti con finalitĂ  analoghe o similari alle proprie;

- porre in essere tutte le attivitĂ  necessarie o utili al perseguimento dei fini statutari ivi comprese le attivitĂ  di conduzione di terreni agricoli, consulenza, progettazione, organizzazione di viaggi a scopo di istruzione, studio e formazione culturale, organizzazione di manifestazioni o spettacoli, promozione turistica, conduzione di esercizi commerciali strumentali alla propria attivitĂ  ricettiva e di ristorazione e realizzazione o affidamento a terzi di servizi aggiuntivi.

art. 4 Il patrimonio del FAI è costituito da:

a. le somme inizialmente versate, come risulta dall’atto costitutivo;

b. le elargizioni fatte da enti o privati, con espressa destinazione ad incremento del patrimonio;

c. i fondi raccolti con pubbliche sottoscrizioni, debitamente autorizzate a norma di legge, per compiere interventi relativi a beni che rientrano nel proprio patrimonio;

d. i beni mobili e immobili destinati al proprio patrimonio;

e. le somme prelevate dai redditi che il Consiglio di Amministrazione disponga di destinare a incremento del patrimonio.

art. 5 Per l’adempimento dei suoi compiti il FAI dispone:

a. dei redditi del patrimonio di cui all’art. 4;

b. delle somme che pervengano da enti o privati interessati ai fini del FAI, destinate o meno a incremento del patrimonio;

c. dei contributi degli Iscritti e dei Sostenitori;

d. degli eventuali residui attivi e altri proventi attinenti l’attività di gestione e promozione culturale, nonché di qualsiasi altra attività posta in essere dal FAI;

e. delle somme che derivino da alienazioni di beni facenti parte del patrimonio, destinate con motivata delibera del Consiglio di Amministrazione a uso diverso dall’incremento del patrimonio; in caso di vendita o cessione di beni provenienti da lasciti o donazioni verrà sempre garantito il pieno rispetto sostanziale delle finalità indicate dal testatore o dal donante;

f. dei contributi pubblici o privati versati alla Fondazione per il raggiungimento di alcune delle sue finalitĂ . !"

L' Abbazia di San Fruttuoso risale all'VIII secolo e nel 1933 fu restaurata dallo Stato Italiano per poi essere donata, insieme ai terreni che la circondano, nel 1983 dai Doria Pamphili al Fondo Ambiente Italiano.

Villa dei Vescovi è stata dichiarata monumento nazionale ed è di proprietà del FAI dal 2005, donata per espressa volontà del defunto Vittorio Olcese.

Quindi noi abbiamo un Monumento Nazionale e Un' Abbazia restaurata a spese dello Stato, entrambe acquisite dal FAI, che oggi sono a disposizione di eventi e soggiorni a prezzi non proprio popolari.

Il FAI è noto per utilizare i volontari , anche nelle escursioni e nelle visite guidate ai siti gestiti, a discapito di professionalità riconosciute ( per esempio le Guide Turistiche Autorizzate ) alimentando una visione pauperistica e precaria dei supporti professionali necessari per valorizzare il Patrimonio artistico, culturale e architettonico gestito.

Su tali argomentazioni e sulla difesa di Diritti dei Professionisti citati l'Associazione “Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali” ormai da tempo è impegnata in una strenua battaglia proprio contro il FAI.

Adesso il FAI scende in campo e fa concorrenza ai B&B che sul territorio di riferimento, anche a Tivoli per effetto dell'accordo con LMT, operano tra mille sacrifici e notevoli incombenze burocratiche.

In particolare a Tivoli la struttura che ha gestito nel tempo l'offerta di soggiorno tipica del Convento di Sant'Antonio, e che opera da almeno il 2015, mai ha versato la Tassa di Soggiorno al Comune di Tivoli, tranne forse l'ultimo anno.

Inoltre, AIRB&B è nell'occhio del ciclone a livello europeo per il mancato versamento delle Tasse nei Paesi in cui opera effettivamente, preferendo profittare di un buco legislativo che consente loro di operare direttamente dai Paesi, anche Europei, con la tassazione più bassa e più vantaggiosa.

E' una forma di elusione che la dice lunga sugli intenti " sociali " dell'accordo con il FAI.

Ci sarebbe poi da capire cosa si intende per valorizzazione dei beni gestiti e se tale concetto possa comprendere anche la locazione a prezzi salatissimi delle dimore storiche, artistiche, culturali, ambientali, architettoniche donate da privati o concesse dallo Stato ( dopo averle restaurte con Fondi Pubblici ) proprio al FAI.

C'è, a nostro avviso, un aspetto etico non indifferente e inerisce direttamente la possibilità che si concede ad una Fondazione di ricorrere al Volontariato per supportare la gestione e la valorizzazione commerciale dei siti gestiti, mortificando la professionalità di quanti hanno competenze certificate, e di poter utilizzare quegli stessi siti che appartengono al Patrimonio Artistico Italiano per fare una concorrenza diretta alle Imprese Private , costituite per lo più a livello famigliare.

E', a nostro avviso, un'anomalia tutta italiana e si inserisce nel solco della esperienza di alcuni Concessionari Pubblici del settore culturale che, partendo dalle posizioni di privilegio sul mercato acquisite proprio grazie a quelle stesse concessioni, spesso in proroga, riescono a mettere in campo offerte in competizione diretta con gli operatori privati che sul territorio lavorano senza poter utilizzare le sinergie che derivano da un rapporto facilitato da altre attivitĂ .

Sarebbe necessaria una profonda riforma del settore capace di introdurre vincoli e obblighi per chi gode dei privilegi che derivano dalla gestione dei servizi a rilevanza pubblica nel settore dei Beni Culturali, grazie alla partecipazione alle gare o alla gestione in proroga delle stesse.

Sull'argomento principale trattato è interessante leggere un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano : file:///C:/Users/AP/Downloads/dimore%20storiche%20FAI.pdf