PROIETTI ricomincia da due, di Antonio Picarazzi

Si ricomincia dalle Terme e dal disastro del Bilancio Comunale ✅.

La questione Terme data 2011, quando un'improvvida decisione della Maggioranza di Centro Destra decise unilateralmente di non rinnovare i Patti di Sindacato .

Il socio privato nel 2012 chiese l'applicazione dell'opzione PUT .

L'Amministrazione Gallotti ha resistito in giudizio con variegate e strane motivazioni, tra le quali:1) Il rinnovo del 2006 non fu regolare in quanto eseguito con delibera di Giunta ( poi ratificata dal Consiglio Comunale );  2) La Società Termale per legge non rientra tra le Partecipazioni Strategiche del Comune e non funzionali allasua attività Istituzionale; 3) Iniquità della valutazione fatta dal Collegio dei Periti ( € 14,5 milioni di euro circa ) circa il valore della quota in possesso dei privati ( Delibera del Collegio del 2015 ).

Il Tribunale respinse, con sentenza del febbraio 2020, le prime due richieste del Comune e diede ragione in toto al Socio Privato salvo valutare più approfonditamente il valore da corrispondere allo stesso da parte del Comune. Tale valore venne poi calcolato in 7,84 milioni di euro dimezzando di fatto la valutazione del 2015 effettuata dai Periti, con l'aggiunta degli interessi passivi a decorrere dal 2012. La notifica al Comune di Tivoli è stata effettuata nel mese di giugno del 2021.

Sono quindi trascorsi ben 8 anni tra l'avvio della causa e la sentenza di primo grado.

Nel frattempo alla Giunta di Centro Destra , dopo la parentesi commissariale, è subentrata la maggioranza Proietti e ciò avvenne nel Giugno del 2014. La gestione vera e propria della causa venne garantita dalla nuova Maggioranza civica, da quelli cioè che sostenevano che otturare una buca non era nè di destra nè di sinistra. ( e lo dicevano tutti, sia quelli di destra che quelli di sinistra ).

Proietti ha proseguito affermando le stesse cose sostenute inizialmente da Gallotti ed ha continuato a ribadire, sbagliando, che la Legge 244/2007, poi d.lgs. n. 175/2016, impediva al Comune di acquisire azioni in Società non funzionali all'Attività dell'Ente. Per dare sostanza a questa scelta inserì la Società Termale , nella ricognizione annuale come previsto dalla Legge, tra le partecipate non funzionali e non strategiche dell'Ente annunciando la vendita del pacchetto azionario in possesso del Comune.

Tale vendita ovviamente non avvenne mai.

Questa scelta venne poi smentita quando lo stesso Proietti, improvvisamente, reinserì la società termale tra le Società Strategiche e Funzionali molto tempo prima della sentenza del Tribunale. Inoltre, Proietti si esercitò in tutta una serie di escamotage poco convincenti producendo circa 13 soluzioni alternative, mai univoche ed affatto risolutive, comprese in un solo pacchetto proposto all'attenzione del Consiglio Comunale senza l'individuazione di una soluzione definitiva.

In un agosto molto afoso e tedioso ( se non erro nel 2018 ), all'improvviso e con urgenza, Proietti propose e fece approvare dal Consiglio Comunale ( la sua Maggioranza ) la proproga della scadenza della sub concessione delle sorgenti termali a favore della stessa società. Tale proroga comportò la nuova scadenza della sub concessione nel 2032, cioè ben 10 anni oltre la sua scadenza e in coincidenza con la scadenza della stessa Concessione riconosciuta al Comune di Tivoli.

I motivi di questa scelta non furono mai spiegati compiutamente e non se ne capiscono le motivazioni visto che quella scadenza era l'unica arma in mano al Comune per poter trovare un accordo con il socio privato.

Poi è arrivata la sentenza : € 7.840.000,00 per le azioni più gli interessi legali a partire dal 2012. Prima di tutto ci soffrmiamo su un aspetto legato a questa vicenda. Il Comune di Tivoli, atteso che aveva una possibilità di soccombenza molto elevata alla luce della documentazione oggettiva, avrebbe dovuto procedere all'accantonamento anche frazionato al fine di dotare il Bilancio dei fondi necessari per assorbire una probabile sentenza negativa?

La Corte dei Conti e la Legge dicono di SI, il Comune di Tivoli dice di NO, fino ad arrivare agli ultimi due documenti di Bilancio che sostengono l'impossibilità di procedere agli accantonamenti per evitare il dissesto.

Se si fosse fatto gradualmente nel corso degli anni non ci sarebbe stato dissesto. Certo, si sarebbe dovuto applicare una politica di bilancio più rigorosa e funzionale, soprattutto sul fronte delle Entrate. Nessuna delle due cose venne fatta, e questo fin dal 2014 con buona pace dei nuovi profeti tiburtini.

Poi c'è il nodo degli interessi legati alla sentenza.

Quest'ultima parla di interessi legali. Proietti sia in Consiglio che sulla stampa ha sostenuto che la somma complessiva a cui il Comune deve far fronte è di circa 11,5 milioni di euro ( Quota capitale più interessi ). Fincres, con lettera inviata al Comune di Tivoli il giorno 11 giugno del 2021 ha chiesto la corresponsione , in subordine alla richiesta principale di € 13.285.000,00, proprio € 11.615.000,00 ai sensi dell'Art. 1284 CC, richiamando specifica sentenza della Corte di Cassazione del 2018.

In sede di approvazione degli equilibri di Bilancio 2021 il Collegio dei Revisori prima ha espresso parere negativo e poi parere PARZIALMENTE POSITIVO alla delibera di Consiglio vincolando lo stesso al verificarsi di determinate condizioni e ordinando in ogni caso l'invio di tutta la documentazione alla Corte dei Conti. Il nodo era proprio rappresentato dalla sentenza Terme e dalla Condanna del Comune al riacquisto delle azioni del Socio Privato. Il cambio di parere del Collegio si è manifestato dopo che il Dirigente del settore finanziario del Comune ha inviato allo stesso delle controdeduzioni al primo verbale con parere Negativo.

Il Dirigente, dopo una serie di affermazioni di principio sulle quali, riteniamo, si assumerà le responsabilità che potrebbero essere accertate in sede di valutazione della Corte dei Conti, afferma che: 1) l'accantonamento non si può fare in quanto il Bilancio andrebbe in dissesto; 2) gli accantonamenti già presenti ( € 1.000.000,00 e tarati su altre potenziali soccombenze e passività ) consentono di spesare il costo degli interessi legali così come sanzionati nella sentenza del Tribunale delle Imprese di Roma.

C'è un'evidente discrasia tra ciò che sostiene Proietti e ciò che afferma il suo Dirigente. Proietti parla di 11,5 milioni complessivi valutando in circa 3 milioni di euro il costo degli interessi ( con ciò affermando la stessa cosa di FINCRES ), il Dirigente nella sostanza parla di circa 400.000 euro con un calcolo afferente ai soli interessi legali senza applicazione dell'Art. 1284 CC.

Il Comune di Tivoli ha annunciato ricorso, però nel frattempo una sentenza è stata emessa ed è compito di chi amministra il Bilancio comunale adottare diligentemente e prudenzialmente gli strumenti necessari per affrontare lo scenario peggiore. Ciò non è stato fatto, nè dopo la sentenza, nè prima della stessa. Ciò avrebbe dovuto essere fatto prima della sentenza e, ancor più, dopo la stessa.

Il nodo degli interessi non è secondario. Infatti secondo la legge l'Ente Locale può attivare finanziamenti solo per effettuare investimenti e gli interessi da riconoscere a controparte non sono annoverati tra gli investimenti. L'applicazione dell'Art. 1284 CC comporta l'esigenza di trovaree 3 milioni di risorse proprie che il Comune di Tivoli non ha, avendo tra le altre cose un deficiti certificato di bilancio pari a 41,5 milioni di euro. Questo comporterebbe il disavanzo.

Il Dirigente dei Servizi Finanziari dell'Ente però, contraddicendo quanto sostenuto dal suo Sindaco, nei fatti afferma che l'Art. 1284 non si applica ( senza spiegarne le motivazioni e anche senza mai citarlo a dire il vero ) e riduce il costo degli interessi alla mera sfera di quelli legali sostenendo la congruità del fondo di 1 milione già appostato in precedenza ( e riferito ad altre passività potenziali ).

Non è lana caprina, nè il Collegio dei Revisori si è addentrato all'interno della questione preferendo in ogni caso inviare il tutto alla Corte dei Conti, compreso il primo parere negativo ed il secondo Parzialmente Positivo ( a dire il vero non mi era capitata mai una cosa del genere ).

Sarà ora la Corte dei Conti a dirimere la questione.

Per quel che concerne le mie conoscenze e la mia competenza ritengo che il Bilancio del Comune di Tivoli sia già in dissesto e non solo per la questione Terme. Nello specifico del problema ritengo che l'Ente avesse l'obbligo di procedere con accantonamenti graduali nel corso del tempo e che adesso, dopo la sentenza, tale obbligo sia ancor più stringente. Ritengo altresì che l'importo degli interessi legali sia computabile applicando l'Art. 1284 CC così come sentenziato dalla Cassazione nel 2018.

Penso inoltre che ogni giorno che passa costi al Comune di Tivoli qualcosa come 1.500/1.600 euro di interessi passivi e che dalla data del giorno 8 giugno 2021 ( notifica ufficiale ) siano già stati accumulati ben 120.000 euro di ulteriori interessi passivi da riconoscere al socio privato ai sensi della nota sentenza, sempre applicando l'Art. 1284 CC.

Per quanto attiene ai problemi diversi in cui è impatantanato il Bilancio Comunale è sufficiente ricordare almeno tre questioni: 1) Disavanzo al 31.12.2020 di 41,5 milioni di euro; 2) Disattenzione totale sulle Entrate ( nel 2019 disavanzo a 42,5 milioni di euro con abbattimento dei crediti relativi alle Tasse Comunali ) che vengono incassate dal Comune di Tivoli in una percentuale intorno al 65%; 3) la scelta di spesare con le alinazioni dei Beni disponibili ( ?!? ) del Patrimonio comunale sia gli investimenti che gli stessi piani di ammortamento dei finanziamenti dell'Ente.

A questo riguardo è bene dire che ben due aste sono andate deserte e che una parte importante di quelle alienazioni ( che cuba circa 2,4 milioni di euro ) è standard urbanistico e quindi per legge NON ALIENABILE.

L'Opposizione, avendo rilevato tale illegittimità, aveva annunciato un risorso specifico alla Corte dei Conti, cosa che alla data odierna non è stata fatta. Il Bilancio dell'Ente fotografa una serie di scelte sballate ( per esempio: Il cosiddetto Global Service che ha indebitato per otto anni le casse comunali senza essere riuscito a risolvere i problemi della manutenzione delle strade comunali; i soldi buttati dalla finestra con le iniziative di Barberini, sostenute al tempo dall'intera maggioranza senza alcuna distinzione ; il trasferimento dei costi degli spazi pubblici verdi alle associazioni promuovendo un modello di gestione assolutamente limitativo e con scarso successo operativo , ecc. ecc. ).

Nel frattempo abbiamo almeno tre monumenti del degrado: 1) La Strada di Quintiliolo; 2) La Scuola del Gesù; 3) Il Ponte della Pace.

Le periferie sono abbandonate ai loro problemi di emarginazione sociale e urbana ( si pensi per sempio a Tivoli Terme e ai mai risolti problemi dell'Area Cesurni dove decine di famiglie vivono ancora senza fogne e senza acqua potabile ).

Il degrado ambientale è palese e la realtà del Fiume Aniene ne è la drammatica testimonianza.

La politica della gestione degli Impianti sportivi è deprimente e registra un rinnovo strano delle vecchie concessioni che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti. Nel frattempo, con la Casse Comunali esauste per affermazione dello stesso Proietti, si dispone la liquidazione mensile di quasi 11.000 euro riferiti ai soli gettoni di presenza dei Consiglieri Comunali per la loro partecipazione, soprattutto, ai lavori delle Commissioni Consiliari la cui diversa calendarizzazione potrebbe comportare un cospicuo risparmio da utilizzare per finanziare gli investimento nella Città.

Un'ultima cosa sulle Terme.

Proietti ha sostenuto che l'acquisizione delle quote in mano al Socio Privato può essere affrontata attivando un Finanziamento di 30 anni da 11,5 milioni di euro presso Cassa Depositi e Prestiti i,con un tasso di interesse pari allo 0,20% in ragione d'anno.

Proietti ha ancora una volta dimostrato la propria incompetenza in quanto CDP, e le altre Banche, per legge possono finanziare solo gli investimenti dell'Ente, nello specifico 7,8 milioni di euro, e non la parte interessi.

Poi ha sostenuto che per spesare il relativo Piano di Ammortamento sarebbe sufficiente utilizzare gli utili distribuiti dalla Società Termale, oppure vendere gli appartamenti di Piazza Catullo.

Proietti, di nuovo, mostra la propria incapacità, infatti: 1) gli appartamenti di Piazza Catullo sono invendibli perchè una precisa Delibera del Consiglio Comunale risalente al 2007 lo vieta. In ogni caso li venderebbe la Società e non certo il Comune; 2) gli utili della società termale non sono una certezza e basare il pagamento di spese fisse e certe su entrate non certe non è diligente, nè prudente, nè raccomandabile; 3) la concessione in esclusiva al Comune delle sorgenti termali scadrà nel 2032, cioè tra 10 anni. L'operazione di mutuo a 30 anni è incompatibile con questa scadenza e con la fine dell'esclusiva.

Molto probabilmente ciò comporterà una liberalizzazione, ancorchè regolata, dello sfruttamento delle sorgenti con conseguenze dirette, in termini di fatturato e di risultato finale del bilancio economico finanziario, proprio sugli stabilimenti di Tivoli Terme. Proietti dimostra di navigare a vista e di essere sprovvisto della conoscenza delle più elementari norme di gestione e governo di un Ente Locale.

Bene, da qui si ricomincia con tanti auguri ai Tiburtini.