Il PD lavora per il Re di Prussia?

 

Quanto peserebbe un Partito di Conte ?

 

Per rispondere a questa domanda SWG ha effettuato il 21 gennaio un sondaggio il cui risultato, qualora venisse confermato dalla realtà, sconvolgerebbe il quadro politico italiano.

Fino ad ora il trend generale dipingeva un unico scenario : Centro Destra saldamente in testa nelle preferenze di voto e Maggioranza di Governo in evidente affanno, con i cespugli che combattevano per racimolare qualche zero virgola da aggiungere o sottrarre dal proprio misero carnet.

Ma adesso il sondaggio del 21 gennaio rimette tutto in discussione.

Il  " Partito contiano " raccoglierebbe il 16% e diventerebbe il terzo Partito italiano sottraendo consensi soprattutto al PD ( - 4% ) e al M5S ( - 5% ).

In un tale contesto il PD scenderebbe dal secondo al quarto posto nella gruaduatoria e il M5S addirittura al quinto.

La Lega rimarrebbe il primo Partito con il 21,8%   e al secondo posto salirebbe FDI con il 15,9% .

Tuttavia l'attuale Maggioranza di Governo ( M5S-PD-LeU ) otterrebbe la maggioranza dei consensi ( il 45,4% contro l'eventuale 43,1% del Centro Destra ).

Tale ipotesi, però, evidenzia un ulteriore scossone, infatti l'alleanza Conte - M5S potrebbe contare sul 26,5% dei consensi mentre l'asse PD - LeU soltanto sul 19,3% .

In questo modo l'equilibrio politico del Paese si sposterebbe ancora di più a destra potendo contare su un fronte sovranista e populista pari al  53,1%  ( Lega-FDI-Conte-M5S ).

E' indubbio che il sistema elettorale peserebbe in maniera importante su tale scenario.

Il Rosatellum  garantirebbe, secondo la legge dei numeri, alla Maggioranza attuale di poter governare ; l'eventuale proporzionale con sbarramento non cambierebbe di molto lo scenario salvo azzerare la presenza in Parlamento delle forze intermedia ( Azione, Italia Viva , + Europa e Centro variamente definito ); un possibile proporzionale puro imporrebbe all'attuale Maggioranza di cercare alleanze parlamentari innanzitutto con con il Partito di Renzi ( ci si dovrebbe chiedere allora a cosa possa essere servita la crisi e la rinnovata cesura attuale nei confronti proprio di Italia Viva ).

In ogni caso sia Azione che +Europa hanno fino ad ora sostenuto che non c'è spazio per un loro coinvolgimento insieme ai pentastellati.

E con il Maggioritario?

Premesso che nessuno della Maggioranza lo vuole più, sembrerebbe l'unica via per garantire governabilità e stabilità al Paese.

C'è sempre un però quando ci si trova a confrontarsi con la realtà del Belpaese.

Quale Maggioritario?

Le prove di maggioritario spurio in Italia hanno prodotto instabilità perchè, in realtà, di tutto si è trattato tranne che di Maggioritario.

In Italia in 73 anni di Repubblica si sono succeduti ben 66 governi diversi con una durata media pro capite di 13 mesi.

Dal 1994 in poi abbiamo avuto 4 diverse Leggi Elettorali anche se gli Italiani nel 1993 per l'87% si espressero con un Referendum a favore di un sistema Maggioritario, indicazione poi annacquata dai Partiti ( tutti ) sulla base delle convenienze numeriche e mai sulla base di una scelta strutturata e strategica di fondo.

Quindi?

Il Partito contiano svuoterebbe i suoi alleati naturali e consegnerebbe l'Italia ad una instabilità evidente.

Lo scenario non tiene conto di FI, che fine farà la creatura di Berlusconi sulla base di queste ipotesi?

Difficile credere posa ancora svolgere un ruolo politico da protagonista, viste anche le proiezioni elettorali rappresentate dai sondaggi.

E' possibile credere ad una Maggioranza, qualora si adottasse il Proporzionale nella sua doppia versione, che comprenda sia FI che LeU?

In Italia tutto è possibile sulla base dell'ideologia dell'emergenzialismo che, battezzando di volta in volta un interesse superiore o un nemico catastrofico, ha fino ad ora garantito governi capaci soltanto di produrre politiche in linea con le tendenze neo liberiste dominanti.

L'attuale crisi ha palesato una serie di debolezze strategiche di ordine politico.

La debolezza endemica dei pentastellati che, nutrendosi di anti politica, vivono al proprio interno la palese contraddizione indotta proprio dalla politica : non essere di destra o di sinistra ha significato per loro dividersi tra la destra ( anche la peggiore ) e la sinistra ( anche la peggiore ) partorendo esclusivamente una navigazione a vista dettata dai propositi populistici che ne possono rappresentare l'unico collante possibile.

La debolezza del PD che, costretto a galleggiare tra i numeri e avendo ormai abbandonato qualsiasi velleità connessa con una Visione di Paese, si accontenta della guida bettiniana assorbendo passivamente la sua numerica visione della realtà.

La debolezza di quell'area definita liberale, popolare, socialista ed europea che, avendo rinunciato da sempre ad essere protagonista del cambiamento, si accontenta di dire no senza avere nemmeno la dignità di sapere perchè stia dicendo no.

La debolezza del Centro Destra che, accontentandosi di cavalcare i temi elementari del sovranismo, ha ormai palesato la propria incapacità di coagulare intorno a se i contenuti, le idee e le forze necessarie per esercitare una vera egemonia culturale e politica.

Torniamo alla domanda posta poco fa, quindi?

Sgombriamo il campo dall'emergenzialismo di moda in certi settori della politica italiana ( terrorismo, tangentopoli, Berlusconi, Populismo, Sovranismo, Pandemia, Crisi Economica e chi più ne ha più ne metta ) e torniamo a ciò a ciò che la Politica è : la Polis aristotelica per cui occorre garantire il bene e la partecipazione di tutti.

Tale prassi viene concretizzata se al fondo ci sono contenuti, idee, progetti, visioni e speranze collettive collegata ad una trasformazione dell'oggetto sociale ed economico che abbiamo di fronte.

La differenza la fanno sempre i contenuti, perchè non esistono le riforme concepite nel loro significato neutrale.

Ci sono Riforme e Contro Riforme.

C'è stata la Riforma legata all'approvazione dello Statuto dei Lavoratori e c'è stata la Contro Riforma del jobs act e dell'abolizione dell'Art. 18, così come c'è stata la Contro Riforma del Titolo V della Costituzione o quella legata al taglio dei Parlamentari.

Quindi anche la trasformazione dell'oggetto economico e sociale che abbiamo davanti può essere affrontata in termini di Riforma o di Contro Riforma, in quest'ultimo caso si tratterebbe di involuzione e cancellazione di diritti con conseguente interruzione di un percorso di reale trasformazione sociale ed economica di quell'oggetto di cui fino ad ora abbiamo parlato.

La contemplazione dei numeri riflette la pochezza di chi li osserva e riduce la Politica a mera ricerca del consenso attraverso il ricorso a pratiche poco nobili e molto significative dal punto di vista della convenienza spicciola.

E' un approccio di tipo utilitaristico che nulla concede alla Visione e che si accontenta del potere concepito come res nullius, acquisibile cioè per semplice occupazione e non sulla base di un diritto reale.

Nello specifico il PD, sulla base dei sondaggi SWG, avrebbe ottenuto un risultato a dir poco sconvolgente, sia per gli effetti che per le cause che li hanno generati.

Auto confinatosi all'interno di un paradigma utilitaristico che dura da 30 anni, il PD ha lavorato per il Re di Prussia facendo tramontare qualsiasi speranza di trasformazione della società ( perchè allora essere di sinistra ? ) e distruggendo, sul piano tattico, l'area che, all'opposto, avrebbe dovuto coltivare di più per guidare da protagonista i processi politici del Paese.

Un risultato encomiabile sul piano tattico e una lectio magistralis su quello strategico, cioè un fallimento totale ed irreversibile.

Nato nel 2008 a vocazione maggioritaria, lo troviamo nel 2021 rannicchiato in una debolissima e anoressica vocazione proporzionale frutto di un'involuzione che è durata appena 13 anni.

Sondaggio 18 gennaio 2021

Sondaggio 21 gennaio 2021