di Antonio Picarazzi

Stacchini, Interesse Pubblico o Interesse Privato? Il vero Interesse Pubblico è il Nuovo Ospedale Tiburtino

Proietti ha accelerato l'iter per l'approvazione del cosiddetto Polo Logistico sui terreni dell'ex Polverificio Stacchini.

L' operazione prevede la dichiarazione di Interesse Pubblico per aggirare i vincoli ambientali impostio dalla CEE e una Variante Urbanistica che porta la cubatura complessiva dai 900.000 metri cubi previsti dal PRG ai 2.100.000 metri cubi indicati nell'ipotesi progettuale presentata al protocollo Comunale in data 26.7.2018.

Un po' di Storia

Sui terreni di proprietà dell'ex Polverificio Stacchini il PRG approvato nel 1973 prevede insediamenti industriali per 28 ettari, zona di riserva agricola per 30 ettari e viabilità per 3 ettari.

A partire dagli anni 90 si è sviluppato un interesse in quella Zona per la costruzione di un polo produttivo a valenza di Piattaforma Logistica.

All'inzio degli anni duemila venne definita anche un'ipotesi di definizione progettuale che prevedeva la Costituzione di un Consorzio Pubblico-Privato per la realizzazione del Polo, con conferimento dei terreni di proprietà della ASL RM5, all'epoca gestiti dal Comune di Tivoli, come parte afferente alle Istituzioni Pubbliche coinvolte.

La Società Polverifici Stacchini SrL , e quindi l'area di cui trattasi, venne rilevata dal Consorzio Interporto Rome Est srl, solo a partecipazione privata.

Il successivo riconoscimento del SIC, poi trasformato in ZSC, da parte della Commissione Europea, del Ministero dell'Ambiente e della Regione Lazio bloccarono lo sviluppo di quell'ipotesi, peraltro mai perorata in profondità e in maniera sostanziale.

Il Consorzio Privato nel 2007 dichiarò fallimento e la società Polverici Stacchini SrL, con i terreni specifici, venne acquisita nel 2014 all'asta dalla Euro Iset Italia SrL al prezzo di € 1.025.000,00.

Quindi attualmente gli attori in gioco sono due:

1) Polverifici Stacchini SrL In Luidazione 

2) Euroset Italia Srl, sciolta e messa in liquidazione nel 2017.

La Fase Attuale

Dopo una serie di ordinanze sindacali e di sgomberi compresi nel periodo 2007-2018 la Società Polverifici Stacchini srl In Liquidazione presenta al Comune di Tivoli in data 26 luglio 2018 un Piano di Riqualificazione dell'Area che prevede:

1) Bonifica dei Terreni

2) Compensazioni e traslazioni degli Habitat protetti

3) Progettazione e Costruzione del Polo Logistico

In data 7 novembre 2018 la Giunta Comunale di Tivoli approva una Delibera con la quale viene: " ravvisato  l'interesse dell'Amministrazione Comunale a sottoporre l’area ad interventi di rimozione dei rifiuti presenti, per mezzo di operazioni di bonifica, destinandola ad attività che ne assicurino una costante sorveglianza "

Nella stessa Delibera la Giunta evidenzia " la difficoltà operativa per l’esecuzione di qualsiasi tipo di intervento da effettuare in sito, a causa della presenza del vincolo SIC IT6030033 “Travertini Acque Albule” - Bagni di Tivoli ".

Pertanto, la Giunta Comunale prendendo atto dell' " l’istanza presentata in data 26/07/2018 dalla Soc. Polverificio Giovanni Stacchini S.r.l., acquisita in atti al prot. n.41329 del 27/07/2018, con la quale è stato illustrato sommariamente un Programma di Riqualificazione e Sviluppo dell’area Stacchini che, se attuato previa formalizzazione tecnica, consentirebbe la realizzazione ... ( di )... obiettivi di rilevante interesse pubblico ", acquisito inoltre che " che la concreta realizzabilità del progetto necessiterebbe di un parziale aggiornamento del vigente strumento urbanistico, in riferimento ad alcune limitate rimodulazioni della zonizzazione, nonché l'adeguamento del parametro insediativo, concernente le altezze dei fabbricati che, in relazione alle specificità produttive della logistica, dovrebbero essere pari a n.14 ml ", ritenendo " di poter condividere, in via generale, gli obiettivi posti alla base del “Programma di riqualificazione e sviluppo”, così come articolati nell’istanza preliminare del 26/07/2018 ", deliberò di invitare i competenti Uffici Comunali a convocare una specifica Conferenza dei Servizi per approfondire i temi connessi con la proposta di riqualificazione avanzata dalla Società Polverifici Stacchini SrL in Liquidazione.

Successivamente, dopo aver gestito due precedenti riunioni della Conferenza dei Servizi deliberata, la Dirigente Cristiana Pimpini, che il giorno dopo si dimise dal Comune di Tivoli per altro incarico presso un Ente diverso, in data 30 giugno 2018 dichiarò chiusa la Conferenza dei Servizi demandando " ... all’Amministrazione Comunale la valutazione in merito al rilevante interesse pubblico dell’opera proposta, come previsto dall’art.6, comma 4 della Direttiva 92/43/CEE del 21/05/1992, nonché all’organo competente la conseguente dichiarazione ".

L' Art. 6 , Comma 4 della Direttiva CEE 43/92

Sull'Area gravano vincoli di protezione ambientale in seguito al Riconoscimento di un SIC, poi trasformato in ZSC, in sede Europea con specifiche deliberazioni in sede Regionali e in sede Nazionale .

L' Art. 1 del Decreto Nazionale datato 16 maggio 2019 così recita :

" E' designato quale Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della regione biogeografica mediterranea il sito IT6030033 Travertini Acque Albule (Bagni di Tivoli) (sito B, ettari 430), insistente nel territorio della Regione Lazio, gia' proposto alla Commissione europea quali Sito di importanza comunitaria (SIC) ai sensi dell'art. 4, paragrafo 1, della direttiva 92/43/CEE " .

La Direttiva evidenzia che qualsiasi intervento su aree di questo tipo debba essere sottoposto a Valutazione Preliminare di Incidenza e che qualora la stessa fosse negativa qualora " un piano o progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, lo Stato membro adotta ogni misura compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata. Lo Stato membro informa la Commissione delle misure compensative adottate. Qualora il sito in causa sia un sito in cui si trovano un tipo di habitat naturale e/o una specie prioritari, possono essere addotte soltanto considerazioni connesse con la salute dell'uomo e la sicurezza pubblica o relative a conseguenze positive di primaria importanza per l'ambiente ovvero, previo parere della Commissione, altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico.".

Quindi per promuovere e avviare l'operatività del progetto Polo Logistico in quell'Area Protetta è necessario, definita in via preventiva una valutazione di incidenza negativa, richiamare il prevalente interesse pubblico sulla base di motivate e documentate problematiche connesse alla salute collettiva o alla sicurezza pubblica.

Per questo motivo la chiusura della Conferenza dei Servizi fa esplicito ed esclusivo riferimento all'Art. 6, comma 4 della Direttiva richiamata.

Non c'è altro modo per proseguire nell'iter dell'ipotesi di riqualificazione proposta dal Polvericio Stacchini SRL in Liquidazione e supinamente accettata dall'Amministrazione Proietti.

L'interesse Pubblico può supportare quello privato?

E' una domada legittima visto che lo stesso Piano prevede una variante urbanistica che interessa sia la parte Agricola dell'Area sia quella Industriale con modifiche consistenti alle altezze dei Capannoni previsti che passerebbero dalle attuali previsioni di PRG , 5 mt, alle nuove di ben 14 metri.

In tal modo la volumetria complessiva a regime progettuale sarebbe di 2.100.000,00 metri cubi contro i previsti 900.000 inseriti nel PRG nel lontano 1973.

Cioè ben 1.200.000 metri cubi in più a sostegno dell" Interesse Pubblico ". 

Una colata di cemento su un sito protetto, interessato dal fenomeno della subsidenza e posto a soli 150 metri lineari da un Fiume Aniene già malridotto.

Gli Ulteriori Vincoli 

Nell'Area, inoltre, c'è la presenza di alcune aree boscate riportate nella Tavola B di PTPR che, quindi, interessa anche gli aspetti paesaggistici confermato anche dall'articolo 142, comma 1, lettera g, del Decreto Legislativo n. 42/04.

Il comma 1 dell'articolo 37  della L.R. n. 39/2002  evidenzia che "La trasformazione dei boschi e degli arbusteti come definiti dall’articolo 4, è vietata fatte salve le autorizzazioni rilasciate in conformità all’articolo 151 del d.lgs. 490/1999, compatibilmente con la conservazione della biodiversità, con la stabilità dei terreni, con il regime delle acque, con la difesa delle valanghe e della caduta dei massi, con la tutela del paesaggio, con l’azione frangivento ed igiene ambientale" e, nel comma 2, che "Costituisce trasformazione dei boschi o degli arbusteti in altre qualità di coltura ogni intervento che comporti l’eliminazione della vegetazione presente finalizzata all’utilizzazione del terreno con forme d’uso diverse da quella forestale".

Quindi sull'intera Area insiste un doppio vincolo ambientale e paesaggistico.

IL PROGETTO su cui si sta discutendo

L'ipotesi presentata dai Privati proprietari dell'Area prevede la compensazione e la relativa traslazione degli Habitat protetti parte sui terreni prospicienti il Fiume Aniene e parte nella zona agricola interessata con minore intensità dalla colata di cemento, evidenziando però preliminarmente che tale traslazione interesserà solo una porzione della Vegetazione presente perché la gran parte di essa verrà rimossa in seguito ai lavori di " bonifica ".

Interessante, per non dire scandaloso, è il passaggio riportato a pag 27 del Piano presentato, laddove si parla dei costi di Bonifica ed altro per un valore stimato pari a € 15.718.504,00 e della relativa copertura.

Nel Business Plan presentato, senza che ciò abbia al momento fatto registrare opposizioni da parte di Proietti e Company, tale copertura è candidamente garantita con i contributi statali ex Art. 16 del DPR 380/2001 di medesimo importo.

Quindi, secondo questi attenti sostenitori dell'Interesse Pubblico,  la bonifica del loro terreno dovrebbe essere pagata con finanziamenti pubblici a fondo perduto, cioè dallo Stato, cioè dai Cittadini.

Lo stesso Liquidatore della Società, in un'intervista concessa ad un noto periodico locale nel 2019, ha sostenuto che : " I soldi per la bonifica oggi non ci sono, ma potrebbero essere reperiti e poi restituiti ".

Inoltre, lo stesso piano prevede lo scomputo dei relativi Oneri di Urbanizzazione che andrebbero a finanziare la viabilità straordinaria da loro ipotizzata nell'ambito del Progetto presentato.

Trattasi di altri 7 milioni di euro.

Il Piano complessivamente prevede un costo totale dell'investimento pari a € 132.000.000,00 con ricavi finali pari a circa € 189.000.000,00, di cui 22 milini a carico della Collettività.

Il saldo economico dell'operazione, che secondo il Piano presentato dovrebbe concludersi nel 2030 con la vendita del complesso fatto salvo un periodo di locazione " utile al ritorno economico dell'intrapresa ", sarebbe pertanto di € 57.000.000,00.

Una vera Operazione Immobiliare senza alcuna venatura di Interesse Pubblico.

Non male per una Società in Liquidazione che ha comprato un'altra società in Liquidazione ad un'asta pubblica dopo 6 anni di inutili richiami versando appena € 1.025.000,00.