Giorgio Strafonda

DL RILANCIO: IL NUOVO CREDITO DI IMPOSTA PER LE LOCAZIONI, di Giorgio Strafonda

Il bonus affitti è operativo, l'Agenzia delle Entrate ha diffuso la circolare e il codice tributo che consente di utilizzare il credito d'imposta per una parte compresa tra il 30 e il 60% dei canoni di locazione pagati nei mesi di lockdown dalle imprese e professionisti che hanno visto ridurre di almeno il 50% il proprio fatturato nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno 2019.

Il bonus riguarda in genere gli immobili ad uso non abitativo destinati a svolgere attività industriali, commerciali, professionali, artigianali e agricole.

La circolare include tra i beneficiari anche gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale.

MISURA DEL CREDITO DI IMPOSTA

Il credito d’imposta spetta nella misura del 60% dell'ammontare mensile di canoni di locazione, di leasing operativo o di concessione, versato nel periodo di imposta 2020 - con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio - per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale, con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno.

Nel caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto di azienda, invece, l’importo agevolabile scende al 30%.

L'importo da prendere a riferimento è quello effettivamente versato, quindi è necessario che il canone sia stato corrisposto. In caso di mancato pagamento la possibilità di utilizzare il credito d'imposta resta sospesa fino al momento del versamento e comunque entro il 31/12/2020.

La misura si applica, oltre che alle locazioni, anche ai contratti:

- di leasing “operativo”;

devono ritenersi invece esclusi i contratti di leasing “finanziario” in quanto i rischi relativi al bene rimangono in capo al conduttore;

- di concessione;

- di servizi a prestazioni complesse, in cui altre alla gestione passiva di percezione di canoni di locazione/affitto relativi a una pluralità di immobili, vengono forniti servizi complementari e funzionali alla utilizzazione unitaria del complesso immobiliare; esempio: spazi di coworking;

- di affitto d’azienda

- gli immobili adibiti promiscuamente all'esercizio dell’arte o professione e all’uso personale del soggetto esercente attività di lavoro autonomo.

I REQUISITI D’ACCESSO

Il nuovo credito di imposta si applica ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Per i soggetti con esercizio solare  occorre fare riferimento all’esercizio chiuso al 31.12.2019.

Per i soggetti con esercizio non solare  occorre fare riferimento all’esercizio precedente già chiuso (es: 01.07.2018 – 30.06.2019)

Il credito di imposta è riconosciuto alle strutture alberghiere e agrituristiche a prescindere dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d'imposta precedente.

La misura si applica anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione agli immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

Per questi ultimi l'eventuale svolgimento di attività commerciale in maniera non prevalente rispetto a quella istituzionale non pregiudica la fruizione del credito d'imposta anche in relazione a quest'ultima attività. Il credito d'imposta spetta a condizione che i soggetti esercenti attività economica abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio (aprile, maggio e giugno per le strutture turistico-ricettive) di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del periodo d'imposta precedente.

Il calo del fatturato o dei corrispettivi deve essere verificato mese per mese. Quindi può verificarsi il caso, ad esempio, che spetti il credito d'imposta solo per uno o alcuni dei tre mesi.

MODALITA’ DI UTILIZZO

Il credito d'imposta è utilizzabile, direttamente dal conduttore:

- in diminuzione dall’imposta lorda dovuta, mediante indicazione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa (quindi nel modello Redditi 2021 per l’anno 2020).

- in compensazione orizzontale in delega F24, utilizzando il codice tributo “6920” della sezione Erario, compilando l’anno di riferimento nel formato “AAAA” ed indicando le somme in corrispondenza della colonna la colonna “Importo a credito compensati”.

Cessione del credito

La cessione può avvenire a favore del locatore o del concedente, oppure di altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito per questi ultimi.

La disposizione potrebbe essere particolarmente vantaggiosa nel caso in cui il conduttore non avesse liquidità sufficiente per corrispondere gli interi canoni.

Il soggetto cessionario potrà utilizzare il credito con le medesime modalità con cui verrebbe utilizzato dal conduttore, quindi o in compensazione “orizzontale” in delega F24 oppure in dichiarazione dei redditi.